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Milano, Salvini non si candida alle comunali. E’ la prima volta dal 1993

Lo ha annunciato lo stesso leader leghista a margine di un incontro con i cittadini nella periferia milanese di Ponte Lambro. Pd: “Tipico della Lega…”

Milano, Salvini non si candida alle comunali. E’ la prima volta dal 1993
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Milano, Salvini non si candida alle comunali. E’ la prima volta dal 1993

Fuga dalla città. Anche Matteo Salvini non si candiderà capolista a Milano e neppure in posizioni inferiori. Dopo Berlusconi anche il leader leghista non sarà della partita milanese, e dunque non raccoglie la sfida di Pierfrancesco Maran per chi prenderà più preferenze. E’ la prima volta dal 1993. Lo ha annunciato lo stesso leader leghista a margine di un incontro con i cittadini nella periferia milanese di Ponte Lambro, secondo quanto riporta il Corriere della Sera.

“Arriveremo al ballottaggio con il sindaco Sala e poi ce la giocheremo idea per idea e quartiere per quartiere”. E’ la convinzione espressa da Matteo Salvini sul voto milanese di ottobre. “Sto lavorando per tutta Italia, dove voteranno 1.300 Comuni piu’ le regionali in Calabria. Cerchero’ di essere ovunque, ovviamente pero’ da milanese, la mia citta’ ce l’ho nel cuore. Stiamo lavorando per una lista fortissima. Daro’ una mano a Milano, come a Roma e in Regione Calabria. Stamattina abbiamo fatto alcuni incontri e avremo una lista che punta ad essere la prima in citta’. Arriveremo al ballottaggio con il sindaco Sala e poi ce la giocheremo idea per idea e quartiere per quartiere”. Quanto alla composizione delle liste, “come promesso, la meta’ dei candidati Lega saranno delle professioni, senza tessere di partito in tasca e il capolista e la capolista saranno esponenti della societa’ civile”.

La capolista sarà una donna della società civile

A Milano la Lega è al lavoro per una lista “di alto profilo”, a partire dalla capolista che – come già avvenuto a Roma con Simonetta Matone – sarà una donna della società civile “conosciuta e apprezzata per il suo impegno per la città, i quartieri e le imprese”: lo riferiscono fonti della Lega. La metà dei candidati, per Palazzo Marino e per i Municipi – viene inoltre fatto sapere – non avrà tessera di partito in tasca e rappresenterà il mondo del volontariato e delle imprese, delle Partite Iva, dello sport e della cultura.

Roggiani (Pd): “La Lega si dilegua quando c’è da lavorare”

Il Pd commenta, con la segretaria metropolitana Silvia Roggiani: “Tipico della Lega, presentarsi per le passerelle mediatiche e poi dileguarsi nel momento in cui è richiesto un impegno concreto e c’è da lavorare. Nessuno di noi ci sperava, visto il numero di volte che il segretario della Lega si è visto in Consiglio comunale nei 25 anni in cui è stato consigliere, ma forse il fatto di aver tappezzato la città con la sua faccia, anziché quella di Bernardo, lo lasciava presagire. Poco male, non ne sentiremo la mancanza, ma una cosa ci teniamo a dirla a Salvini: la smetta di “usare” Milano per venire a fare caciara contro il governo. A noi non interessano né le passerelle né la propaganda spicciola, andiamo avanti a incontrare e ascoltare le cittadine e i cittadini, lavorando e progettando il presente e futuro di questa città, che è la cosa più importante”.

Bolognini (Lega): “Insulti del Pd a Salvini sono chiaro segno di nervosismo”

“Oggi, dopo che il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato che non si candiderà a Milano, da parte del PD gli sono piovuti addosso insulti e offese. Il motivo è molto semplice: il nervosismo del partito di maggioranza della Giunta Sala, la stessa che oggi i cittadini del quartiere Ponte Lambro hanno contestato”. Lo dichiara Stefano Bolognini, Commissario Provinciale di Milano della Lega, rispondendo alle parole della segretaria metropolitana del PD Silvia Roggiani. “Si tratta – prosegue il coordinatore cittadino della Lega – di quegli stessi cittadini che da giorni, anzi, da anni, aspettano risposte che non arrivano e che hanno ringraziato Matteo Salvini e la Lega per l’attenzione alle periferie abbandonate da Sala e dal Comune”. Su una cosa, purtroppo, il PD ha ragione – conclude Bolognini -: a Milano c’è molto da lavorare, perché in questi 10 anni di amministrazione targata Partito Democratico troppi quartieri sono stati abbandonati a sé stessi. Quindi, invece di insultare Salvini, il PD attualmente ancora al governo della città si rimbocchi finalmente le maniche e provveda a dare risposte a Milano e ai suoi cittadini e a risolverne i problemi, a partire da quelli delle periferie.

Sala: “Salvini non è capolista? Guardo la mia strada”

“Non commento” il fatto che Matteo Salvini non sarà il capolista della Lega. “Francamente io non credo che cambi il fatto che Salvini si candidi o non si candidi, ma com’è giusto che sia ormai sarà un confronto tra i singoli candidati sindaci. Non è che non mi cambia però non credo che sia la cosa più rilevante della campagna elettorale”. Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala a margine dell’iniziativa elettorale in via Paolo Sarpi. “Io guardo la mia parte, la mia strada e le mie liste, delle mie otto liste cinque saranno per il Consiglio e sui singoli Municipi. I Radicali saranno probabilmente sul 50% dei Municipi e Volt e Milano in Salute non saranno sui Municipi. Ho fatto una verifica proprio oggi e sono tutti pronti con gli elenchi per consegnargli. Quindi noi siamo bene avviati”, ha aggiunto Sala.