Una vera e propria banca clandestina al servizio della criminalità organizzata, nascosta dietro la facciata di una società di autonoleggio a Pero, alle porte di Milano. È quanto hanno scoperto le indagini della Guardia di Finanza, che hanno portato a 30 arresti per associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso. Al centro dell’inchiesta un sofisticato sistema di riciclaggio e movimentazione di denaro, utilizzato principalmente da trafficanti di droga ed evasori fiscali per trasferire ingenti somme al di fuori dei circuiti bancari ufficiali.
La banca clandestina gestita da uomini vicini a ‘ndrangheta e Casalesi
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la struttura faceva capo a tre italiani ritenuti vicini a organizzazioni mafiose. Due sarebbero stati referenti di cosche della ‘ndrangheta crotonese, già condannati in via definitiva nell’ambito delle inchieste “Infinito” e “Aemilia”, mentre il terzo viene indicato come appartenente al clan camorristico dei Casalesi. L’organizzazione poteva contare anche sulla collaborazione di complici cinesi e albanesi, dando vita a una rete finanziaria transnazionale capace di movimentare denaro attraverso diversi Paesi e strumenti finanziari, eludendo i controlli antiriciclaggio.
Il sistema delle fatture false e la restituzione del contante
Il meccanismo messo in piedi dalla presunta associazione criminale era articolato ma efficace. Attraverso una rete di società cartiere venivano emesse fatture per operazioni inesistenti, che gli imprenditori compiacenti provvedevano a pagare tramite bonifico bancario. Una volta ricevuto il pagamento, gli indagati restituivano agli stessi imprenditori, attraverso una rete di corrieri, l’importo equivalente in denaro contante. Quest’ultimo, secondo la Procura di Milano, proveniva sia dall’evasione fiscale sia dal traffico di stupefacenti. Le somme accumulate sui conti bancari venivano invece trasferite quasi interamente all’estero oppure utilizzate per acquistare criptovalute, rendendo più complessa la ricostruzione dei flussi finanziari.
Un sistema di “underground banking” al servizio della criminalità
La struttura scoperta a Pero funzionava di fatto come un istituto di credito parallelo, in grado di offrire alla propria clientela servizi di movimentazione e trasferimento del denaro senza passare attraverso i normali controlli del sistema finanziario. Un modello riconducibile al cosiddetto underground banking, il sistema bancario clandestino che consente di trasferire capitali attraverso circuiti informali, aggirando le procedure di identificazione e tracciabilità previste dalla normativa antiriciclaggio. L’indagine della Guardia di Finanza mette così in luce un presunto punto di collegamento tra criminalità organizzata, evasione fiscale e riciclaggio internazionale, con una struttura operativa radicata nell’hinterland milanese ma capace di agire su scala transnazionale.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


