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Mudec Milano, i gestori: “Bando insostenibile, il museo entra in un terreno sconosciuto”. Anche lo chef Bartolini ai saluti

Futuro incerto per il Mudec dopo la gara deserta. Il Gruppo Sole 24 Ore: “Saremmo rimasti a vita, ma non si può iniziare l’attività sapendo che sarà in perdita”

Mudec Milano, i gestori: “Bando insostenibile, il museo entra in un terreno sconosciuto”. Anche lo chef Bartolini ai saluti

Il futuro del Mudec di Milano resta un’incognita. La concessione per la gestione del Museo delle Culture di via Tortona scadrà a marzo 2027, ma la gara indetta dal Comune per individuare un nuovo gestore per i successivi otto anni è andata deserta (LINK QUI). A non partecipare è stato anche Sole 24 Ore Cultura, che ha guidato l’attività espositiva del museo negli ultimi dodici anni. Il motivo? Condizioni economiche giudicate non sostenibili. Ora Palazzo Marino è chiamato a rivedere il bando e a trovare una soluzione prima della scadenza della concessione.

Mudec, il Gruppo Sole 24 Ore: “Ci siamo assunti il rischio per dodici anni, ma non si può partire già in perdita”

A spiegare le ragioni della mancata partecipazione è stato Federico Silvestri, amministratore delegato del Gruppo Sole 24 Ore, intervenuto durante la presentazione della mostra dedicata a Matisse, l’ultima prevista nella programmazione dell’attuale gestione. Come riferisce Repubblica, Silvestri non ha nascosto il rammarico per la conclusione di un’esperienza che avrebbe voluto proseguire: “Saremo rimasti al Mudec a vita, ma le condizioni del nuovo bando non erano economicamente sostenibili. Ora il museo entra in un terreno sconosciuto”.

La decisione di non partecipare alla gara, secondo l’amministratore delegato, era stata comunicata al Comune con largo anticipo. Il gruppo aveva infatti avviato un confronto con Palazzo Marino per conoscere le caratteristiche della nuova concessione, riscontrando però una distanza tra le condizioni prospettate dall’amministrazione e quelle considerate necessarie per garantire l’equilibrio economico dell’attività.

“Un conto è assumersi il rischio d’impresa, cosa che abbiamo fatto coraggiosamente per dodici anni, un altro è cominciare un’attività sapendo che è in perdita“, ha spiegato Silvestri. L’ad ha ricordato come la gestione del Mudec fosse partita in un contesto tutt’altro che semplice, con un edificio progettato da David Chipperfield ancora alle prese con diversi vincoli e un quartiere, quello di via Tortona, molto diverso dall’attuale. All’epoca Sole 24 Ore Cultura era stato l’unico soggetto a partecipare alla gara. Il bilancio di questi dodici anni, rivendica Silvestri, è però positivo: 57 mostre organizzate e oltre 3,3 milioni di visitatori. Un percorso nel quale il gruppo sostiene di aver cercato di valorizzare l’identità autonoma del museo, senza sovrapporvi eccessivamente il proprio marchio.

Il Comune corre ai ripari: nuovo bando entro la fine dell’anno

La gara deserta ha costretto Palazzo Marino a rivedere la strategia. L’assessore comunale alla Cultura Tommaso Sacchi ha riconosciuto che le condizioni previste non hanno incontrato l’interesse degli operatori. “Abbiamo messo delle condizioni che non hanno trovato mercato, può succedere quando si fa una gara”, ha dichiarato Sacchi, annunciando l’intenzione di procedere rapidamente con una nuova procedura. “L’obiettivo adesso è fare speditamente un nuovo bando, introducendo dei correttivi, in modo da affidare in mani sicure la gestione del Mudec. Contiamo di avere le linee guida entro la fine dell’anno“.

Due, in particolare, i nodi da affrontare. Il primo riguarda la natura della concessione, trasformata da affidamento di spazi a concessione di servizi, con obblighi più stringenti sulle attività rivolte alla collettività. Il secondo è legato alla distribuzione degli ambienti: il nuovo bando prevede infatti il raddoppio della superficie destinata alla collezione civica permanente, da 500 a mille metri quadrati, con una conseguente riduzione degli spazi disponibili per le mostre temporanee organizzate dai privati. Una modifica che rischia di incidere sull’equilibrio economico della gestione, limitando le opportunità di ricavo legate alle esposizioni.

Non è escluso che Sole 24 Ore Cultura possa valutare una nuova candidatura qualora il Comune decidesse di modificare significativamente le condizioni della concessione. Al momento, però, non ci sono certezze. Il tempo a disposizione è limitato: da marzo 2027 il Mudec rischia di ritrovarsi senza un concessionario, a meno che Palazzo Marino non riesca a completare in tempo la nuova procedura.

Il futuro del museo e l’addio dello chef Bartolini

Intanto, una delle attività più prestigiose ospitate all’interno del museo ha già annunciato il proprio addio. Lo chef Enrico Bartolini, che proprio al Mudec ha conquistato la terza stella Michelin, ha comunicato l’intenzione di lasciare gli spazi di via Tortona. Un ulteriore cambiamento per un polo culturale che, dopo dodici anni di gestione, si prepara a una fase di profonda trasformazione.