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Milano
Contrordine: la 'ndrangheta arruola anche fuori dalla Calabria

Contrordine: la ‘ndrangheta non è più solo di origine calabrese. Lo dimostrano le ultime indagini. Cade il mito della esclusiva calabresità della ‘ndrangheta. Un mito che l’aveva resa impenetrabile e poco interessata dal fenomeno dei pentiti. Parola degli investigatori del Ros, il reparto operativo speciale dei carabinieri che, nelle diverse indagini condotte, ha riscontrato sempre più frequenti presenze di non calabresi nelle ‘ndrine del Nord Italia. Una vera rivoluzione per un’associazione criminale che della riconoscibilità pseudo-etnica e familiare aveva fatto un elemento di vanto. Ma ecco precisamente cosa è emerso dall’ultima puntata di “KlausCondicio, alla quale sono intervenuti il capitano dei carabinieri Giuseppe Lumia e il tenente colonnello Giovanni Sozzo, comandante del Ros di Milano. “Calabresi che vivono in Lombardia, ma anche siciliani. Le ‘ndrine trapiantate nel Nord Italia – rivela Lumia - non disdegnano l’arruolamento di non calabresi, purché provenienti da altre regioni caratterizzate da endemica presenza di organizzazioni mafiose. Questa pratica un tempo era estremamente rara. E’ il capo locale di Cermenate che, intercettato dai carabinieri del Ros, chiarisce il concetto affermando: «Sicilia e Calabria è uguale!».

Della stessa opinione sono gli uomini d’onore giffonesi organici alla locale di Calolziocorte (LC) che, in occasione della cerimonia di concessione della Santa in favore di un affiliato alla ‘ndrangheta di origini siciliane, ribadiscono la comune identità criminale che ispira l’operato mafioso:«Calabria e Sicilia, siamo là… ‘Ndrangheta, camorra e mafia”. “Intendiamoci – precisa Lumia - l’80% dei locali al Nord è composto da persone di strette origini calabresi, intimamente imparentate fra di loro. Nondimeno, andando a spanne, per un 10-20% si verificano numerosi episodi di persone reclutate sul posto, ovviamente sempre caratterizzate da una precisa indole criminale. Capiamoci, per loro essere criminali e basta non è sufficiente. Bisogna essere criminali in quella specifica corrente di pensiero. L’attività di indagine ha dimostrato che, prima di conferire una nuova dote o prima di procedere con una nuova affiliazione di colui che è una persona per cosi dire normale, viene celebrato una sorta di piccolo processo in cui si verificano il ‘pedigree’ criminale del soggetto, il comportamento in carcere e la capacità omertosa”. 

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