Un locale con appena 26 coperti, un’atmosfera raccolta e una proposta gastronomica pensata per un pubblico adulto. È la scelta dell’Hostaria 2.0 di Lesmo, in provincia di Monza e Brianza, che si presenta come il primo ristorante “child free” della Brianza. Come riportato dal Corriere della Sera, il titolare Alan Sampietro ha rivendicato pubblicamente la nuova impostazione del locale, annunciando l’eliminazione dei seggioloni e del menu dedicato ai più piccoli. La comunicazione diffusa sui social ha immediatamente alimentato il dibattito, dividendo gli utenti tra chi considera l’iniziativa legittima e coraggiosa e chi, invece, la giudica discriminatoria nei confronti delle famiglie.
La decisione dopo una recensione negativa
La scelta sarebbe maturata dopo la recensione lasciata da una madre, che aveva assegnato una sola stella al ristorante in seguito a un pranzo con il figlio di 18 mesi. Da quell’episodio è nata la volontà di definire con maggiore chiarezza l’identità dell’Hostaria 2.0 e il pubblico al quale intende rivolgersi. L’obiettivo dichiarato è offrire ai clienti un’esperienza più intima, tranquilla e coerente con il tipo di servizio proposto. Non si tratta formalmente di vietare l’ingresso ai bambini, ma di una precisa scelta commerciale: il ristorante ha deciso di non mettere più a disposizione servizi specifici per i più piccoli, comunicando questa impostazione già al momento della prenotazione.
Il titolare: “Non abbiamo nulla contro le famiglie”
Di fronte alle numerose reazioni, Sampietro è intervenuto nuovamente per chiarire le ragioni della decisione. Il ristoratore ha precisato che la scelta non nasce da un’avversione verso i bambini o le famiglie, ma dalle dimensioni e dalle caratteristiche del locale. L’Hostaria 2.0 dispone infatti di soli 26 posti e propone un servizio concepito per un’esperienza adulta e rilassata. Secondo il titolare, dichiarare anticipatamente questa impostazione consente di evitare incomprensioni o situazioni spiacevoli quando una famiglia è già arrivata al ristorante.
Il caso divide gli utenti sui social
Sampietro ha riconosciuto che la scelta possa piacere oppure no, dichiarandosi disponibile al confronto. Ha però respinto le interpretazioni secondo cui il nuovo posizionamento del ristorante sarebbe espressione di ostilità nei confronti dei bambini. Le precisazioni non sono bastate a spegnere le polemiche. Accanto ai messaggi di sostegno sono comparsi commenti molto critici: alcuni utenti hanno accusato il locale di generare odio, mentre altri hanno annunciato che rinunceranno a frequentarlo. Non sono mancate neppure accuse di favorire la denatalità, trasformando una scelta commerciale in un caso capace di dividere il pubblico.


