Olimpiadi, Torino non molla. Sala gelido: “Tempo delle parole è finito”
I vertici del Coni presentano oggi e domani durante l’esecutivo la candidatura Milano-Cortina per le Olimpiadi 2026, già ufficializzata qualche giorno fa e che sarà poi portata al comitato olimpico internazionale per la sessione di Buenos Aires dell’8 e del 9 ottobre. Ma Torino pare non essere intenzionata ad arrendersi e prova il colpo di coda. Il sindaco Cinque Stelle Chiara Appendino rilancia infatti: “Non è finita. Se esiste Milano-Cortina, ma il dossier non c’è, esiste anche Torino. Credo che per correttezza e trasparenza bisognerebbe mettere a confronto e ai voti le due candidature”.
Ma il primo cittadino milanese Beppe Sala risponde netto alla collega piemontese: “Io non voglio alimentare la polemica. Per me il tempo delle parole è finito. Adesso è il tempo dei fatti. Il fatto del momento è preparare il dossier. Ci vedremo giovedì a Venezia perché dobbiamo sbrigarci. Alla luce dell’esperienza che ho avuto in Expo 2015, se ci sono territori che sono convinti di realizzare l’evento, il problema non è il dossier. Tridente con Torino? A questo punto credo che sia impossibile, noi abbiamo preso la decisione di scommettere sulla candidatura del lombardo-veneto e il Coni l’appoggia. La Appendino vuole il voto sui due dossier contrapposti? Non ho nulla in contrario. Di Maio? Le sue sono parole che de- rivano da posizionamenti politici. Nel 2026 chissà se io e Di Maio saremo ancora in politica”. Riferimento alle parole con cui il leader Cinque Stelle ha nuovamente ribadito che gli eventuali giochi olimpici Milano-Cortina non riceverebbero un euro di sostegno da parte del Governo.
Ma organizzare l’evento ha un costo stimato di 380 milioni. “Non sono preoccupato perché le risorse da reperire- sono le parole di Sala riportate dal quotidiano Il Giorno -. Non sono così ingenti e perché ci sono otto anni per reperirle. In otto anni cambieranno tantissime cose. Intanto i due presidenti di Regione Attilio Fontana e Luca Zaia sono determinati a garantire i fondi necessari. Nella prima fase della candidatura è sufficiente garantire le risorse, non sborsarle”.
