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Olimpiadi ed extra-costi: una stucchevole polemica che non tiene conto della realtà

All’avvicinarsi di un grande evento ci sono sempre tre tipi di critiche: c’è la mafia, i lavori non sono finiti, i privati ci hanno guadagnato troppo. E’ così per Milano-Cortina? Al momento non si direbbe. L’analisi

Olimpiadi ed extra-costi: una stucchevole polemica che non tiene conto della realtà
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E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com

Olimpiadi ed extra-costi: una stucchevole polemica che non tiene conto della realtà

Pare un giochino sempre uguale a se stesso. All’avvicinarsi di un grande evento ci sono sempre tre tipi di critiche: c’è la mafia, i lavori non sono finiti, i privati ci hanno guadagnato troppo. Le Olimpiadi di Milano Cortina non fanno eccezione.

Sul punto 1 c’è poco da dire: aspettiamo se ci saranno notizie dalla magistratura. Per adesso non ci sono stati particolari allarmi, ma bisogna sempre essere cauti. Punto 2: una delle cose che stanno dicendo in lungo e in largo è che l’arena Santa Giulia, quella cosa tutta tonda spettacolare che si vede dalla tangenziale non è finita.

Arena Santa Giulia, il problema non sarà il ghiaccio ma i parcheggi

E’ vero. Ma non è un problema. Dice l’Ansa: “Il battesimo della Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena soddisfa gli organizzatori di Milano Cortina 2026 ma l’area resta un cantiere a cielo aperto in una frenetica corsa contro il tempo. Lo testimonia il continuo via vai degli operai con i loro giubbetti catarifrangenti che lavorano ancora giorno e notte per consegnare la venue entro il termine ultimo del 6 febbraio. Se gli interni del palazzetto sono praticamente ultimati – restano però cavi e tubi a vista – e le tribune sono pronte ad accogliere il pubblico, come durante la Coppa Italia di hockey in corso, destano preoccupazioni invece la tenuta del ghiaccio – un buco è apparso durante la semifinale tra Varese e Caldaro – ma soprattutto temi non marginali come il flusso dei tifosi, la viabilità e i parcheggi”. 

Fin qui l’Ansa. Che poi però, leggendo le parole di Don Moffatt, il guru del ghiaccio della Nhl (la lega di hockey professionistico americana) mi è subito passata: “Esprimiamo piena soddisfazione per le condizioni del campo di gioco. La pista da hockey è stata costantemente sottoposta a interventi di manutenzione e gestione svolti con competenza e con elevati standard di professionalità. Quando si tratta di ghiaccio nuovo, su cui non si è ancora pattinato, possono manifestarsi delle crepe, talvolta riconducibili anche all’azione delle macchine rasaghiaccio. La qualità del ghiaccio si è comunque rivelata buona e si è registrato solo un buco di due centimetri, ripristinato immediatamente. Siamo pertanto molto soddisfatti”. Quindi, tutto bene. Considerato che la Nhl non ha mai partecipato negli ultimi 12 anni e che invece manderà i propri atleti, sembrerebbe una grande notizia.

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Quello che è un problema non è il palazzetto o il ghiaccio. Sarà tutto più o meno in ordine. Il problema saranno i parcheggi: le oltre 10mila persone che andranno a vedere le competizioni non avranno i parcheggi pronti e dovranno intasare il quartiere. Ci saranno polemiche. Ci sarà casino. Ma alla fine sarà un successo.

Olimpiadi ed extra-costi: come stanno le cose

E ora andiamo a trattare il punto numero 3, la questione degli extracosti. Report ha praticamente fatto un resoconto di come i costi siano lievitati di svariate decine di milioni. E ha chiesto a più riprese, al sindaco come a Manfredi Catella, gran capo di Coima che ha costruito lo studentato, perché ci siano stati questi extra-costi. In più, a condire il tutto, ci sono le chat  pubblicate in lungo e in largo che vedono Catella chiedere al Comune di riconoscere le maggiori spese. 

Che cosa è successo da allora? Per ora, niente. Catella non ha preso un euro, come tutti gli altri. Tuttavia il governo ha autorizzato gli extracosti. Che cosa vuol dire? Che sì, rispetto a quando si sono realizzate le opere alla fine si dovranno sborsare altri soldi. Le motivazioni sono varie: il costo dell’energia, del cemento, le guerre, eccetera. Tutto giusto, tutto dimostrabile. Molto spesso si finisce per pagare di più perché si è troppo ottimisti all’inizio. Si pensa sempre di ristrutturarsi casa con un bel po’ di soldi in meno, ma alla fine c’è sempre da dare qualcosa in più all’impresa perché si è chiesto questo e quello. Perché poi certe necessità si vedono in corso d’opera. Succede sempre ed è sempre successo. Dove sta lo scandalo? Se c’è, lo dirà non la magistratura ma un giudice terzo, in caso di inchiesta. Se non c’è, va tutto bene e andiamo oltre.

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