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Olimpiadi, orgoglio Fontana: “La Lombardia ha fatto scuola nel mondo. Questione settentrionale? Roma ci ha messo in difficoltà decine di volte”

Il governatore esalta l’eredità di Milano-Cortina ed archivia Vannacci: “Con la sua uscita si è fatta chiarezza”. Sulle elezioni a Milano e Lombardia: “Il centrodestra sa cosa fare”

Olimpiadi, orgoglio Fontana: “La Lombardia ha fatto scuola nel mondo. Questione settentrionale? Roma ci ha messo in difficoltà decine di volte”
Attilio Fontana

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina diventano, nelle parole del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, molto più di un grande evento sportivo: sono un marchio politico, un modello organizzativo e una leva identitaria per il Nord. E mentre rivendica il successo dei Giochi, il governatore guarda già alle prossime sfide elettorali e non risparmia stoccate a Roma.

Fontana: “Abbiamo fatto scuola con le Olimpiadi diffuse”

Intervistato dal Corriere, Fontana parla di un modello che ha lasciato il segno anche oltre i confini italiani. “Siamo orgogliosi di aver fatto scuola nel mondo con il nostro modello di Olimpiadi diffuse”, afferma, sottolineando come la stessa presidente del Comitato olimpico internazionale, Kirsty Coventry, abbia definito l’esperienza lombarda “un modello per il futuro dei Giochi”. Un riconoscimento che, per il governatore, certifica la bontà della scelta di puntare su un’Olimpiade “diffusa”, capace di coinvolgere territori diversi e di valorizzare le specificità locali.

Il tortuoso percorso che ha portato al successo olimpico

Fontana non rivendica meriti esclusivi, ma ricostruisce il percorso che ha portato al risultato. “Noi non rivendichiamo niente, perché questa è stata un’operazione andata a buon fine grazie alla visione e alla determinazione di molti soggetti”, spiega, ricordando l’avvio del progetto “con il governo gialloverde che era contrario, nella cui componente gialla s’intende”, e la rinuncia di Torino a pochi giorni dalla presentazione del dossier al Cio.

Il presidente cita il ruolo dell’allora sottosegretario Giancarlo Giorgetti e del ministro Matteo Salvini, oltre alla collaborazione territoriale, ma rivendica anche il peso sostenuto dalla Regione: “La Lombardia si è assunta più oneri di tutti, ce lo ha riconosciuto anche la Fondazione Milano-Cortina”. Non solo risorse economiche, ma anche presenza sul campo. “Mi ricordo quando, a fine settembre, io e l’assessore Massimo Sertori, al quale andrebbe fatto un monumento e questo, abbiamo speso una giornata intera sul cantiere di Santa Giulia per sbrogliare una situazione complicata. Per arrivare a questo risultato abbiamo dovuto lavorare sodo”.

L’eredità delle Olimpiadi: opere ma anche visibilità internazionale

Alla domanda su cosa resterà dei Giochi, Fontana parla di una doppia eredità. “C’è una grande eredità materiale, cioè di opere, e immateriale, di visibilità che arriva da una vetrina internazionale”. La Lombardia, sostiene, era già attrattiva, ma ora ha ampliato il proprio raggio d’azione: “In Valtellina il 27 per cento dei visitatori proviene dagli Stati Uniti e non era così prima dei Giochi”. A questo si aggiungono “i contatti sul web, i racconti degli atleti e dei visitatori”, elementi che consolidano l’immagine internazionale del territorio.

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Fontana: “Vannacci, con la sua uscita si è fatta chiarezza”

Sul piano politico, con le elezioni tra il 2027 (a Milano) e il 2028 (in Lombardia) all’orizzonte, Fontana si mostra fiducioso: il centrodestra “procede sulla sua rotta, sapendo cosa deve e vuole fare e non vedo problemi, anche se in politica a volte lo scenario cambia bruscamente”. Sulle mosse di Forza Italia in Lombardia, che sta rafforzando la propria presenza e dialoga con il partito di Carlo Calenda, la risposta è pragmatica: “Contano i voti presi alle elezioni. Si prosegue sulla base dei pesi usciti dalle urne”.

Quanto al generale Vannacci, il governatore minimizza lo scossone: “Con la sua uscita si è fatta semplicemente chiarezza. Non si poteva convivere con una struttura parallela e i suoi valori sono lontani da nostri: centralismo, statalismo e estremismo di destra non sono nel Dna della Lega”.

Fontana: “In decine di casi Roma ha cercato di metterci in difficoltà”

Nel 2028 scadrà il suo secondo mandato. “Se qualcuno riterrà di farmi una proposta e se riterrò di poter essere utile, valuterò, altrimenti posso tranquillamente fare il pensionato”, dice senza sbilanciarsi. Ma il tema che più caratterizza le sue ultime uscite è la questione settentrionale. Alla domanda se si sia tornati ai tempi di Bossi e di “Roma ladrona”, Fontana replica: “Molti pensano che l’Umberto esagerasse, ma quando vivi certe situazioni scopri che le cose stanno persino peggio. Potrei elencare decine di casi in cui Roma ha cercato di metterci in difficoltà. Qualcuno ancora non riesce a capire che il Nord ha standard più elevati del resto d’Italia”.

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