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Milano
I grossisti dell'Ortomercato contro Sogemi: "Apertura alle 4? Inutile e anti-economica"

"Che senso ha anticipare alle 4 l’apertura delle contrattazioni, quando ancora le merci non sono tutte disponibili. Con il nuovo orario l’unica conseguenza certa è che oggi ci viene imposto di far lavorare i nostri dipendenti 46 ore alla settimana, con un aggravio di costi tra il 15% e il 20%.”: così ha dichiarato Ketty Capra, vicepresidente di Ago, Associazione Grossisti Ortofrutticoli, intervenendo durante la Commissione Commercio - Attività Produttive - Turismo - Marketing Territoriale del Comune di Milano che si è riunita mercoledì su iniziativa del suo presidente, Raffaele Grassi e alla presenza di Franco D'Alfonso, assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale, Servizi Civici, per approfondire le ragioni delle proteste derivanti dalle modifiche dell’orario di apertura, decise unilateralmente il 29 dicembre 2014 da Soge.M.I.

 “Siamo imprenditori attenti al mercato: se ci fossero reali possibilità di aumentare il fatturato – ha dichiarato la vicepresidente di Ago – saremmo i primi a chiedere l’anticipo dell’orario di apertura. Ma i compratori sono sempre gli stessi e anche se iniziano un'ora prima, comprano sempre la stessa quantità di merce. Se, in vista di Expo, si vogliono raggiungere nuovi clienti, ristoratori e strutture alberghiere, forse bisogna chiudere più tardi.”

 “Esiste una procedura, che non è stata seguita – ha continuato Fausto Vasta, presidente Ago, per arrivare alla modifica degli orari di apertura dell’ortomercato, che prevede il serrato confronto di tutti i protagonisti dell’attività quotidiana. Con l’arrivo del dr. Dubini si è interrotto un percorso di condivisione, unica e dimostrata via per raggiungere gli obiettivi strategici. La proposta di anticipare di un’ora l’apertura dell’Ortomercato, dalle 5 alle 4, era già stata bocciata due volte dalla Commissione Comunale del Mercato Ortofrutticolo, perché ritenuta inutile e troppo costosa dalla maggioranza degli operatori. Solo gli ambulanti hanno votato a favore, come testimoniano i verbali degli incontri.”

 “L’ipotesi di ridurre l’orario complessivo dell’Ortomercato, recuperando le 6 ore in più derivanti dall’apertura anticipata non è accettabile – ha continuato il Presidente di Ago – sia perché provocherebbe immediatamente una riduzione del fatturato di moltissime aziende, così come bisogna valutare attentamente i necessari correttivi dell’apertura al privato consumatore perché, come operatori di questa struttura, riconosciamo un significativo valore al servizio che offriamo settimanalmente a 8.000-10.000 cittadini.”

 “Gli operatori e i lavoratori, ben 500, di cui 100 donne, hanno firmato una petizione contro questo anticipo di apertura, chiedono – ha concluso Fausto Vasta – all’amministratore unico di Soge.M.I. Nicolò Dubini, di revocare il nuovo orario, e avviare un serio confronto per il rilancio dell’Ortomercato".

Tags:
ortomercato






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