A- A+
Milano
BG Laetitia Casta Dolce Gabbana3

DOLCE E GABBANA: PROTESTA CONTRO COMUNE, CHIUSO PER INDIGNAZIONE - Nuova puntata della polemica degli stilisti Dolce e Gabbana contro il comune di Milano. Oggi i tre negozi di Milano (due in corso Venezia e uno in via della Spiga) sono rimasti chiusi "per indignazione", spiega un cartello in italiano e inglese affisso sulle vetrine insieme ad un ritaglio di giornale dal titolo 'Il Comune chiude le porte a D&G'. Tutto nasce da una dichiarazione, poi rettificata, dell'assessore al Commercio Franco D'Alfonso che, dopo la sentenza avversa ai creatori di moda aveva detto: "Niente spazi comunali a chi è stato condannato per evasione fiscale". Ieri la prima protesta nei confronti dell'amministrazione di Gabbana via twitter: "Fate schifo" e l'intervento del sindaco Pisapia che aveva tentato di smorzare i toni. Oggi invece il 'rilancio' degli stilisti con la serrata.

 

INSIDE/ Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it il sindaco Pisapia ha però deciso di non cacciare l'assessore. Ma di difenderlo ancora. Anche perché - questo è il ragionamento di Palazzo Marino - D'Alfonso non avrebbe fatto altro che portare avanti con durezza il principio della legalità sul quale si è incentrata la campagna elettorale dell'avvocato "gentile" (Fabio Massa)

Una petizione on line a sostegno di Dolce & Gabbana. E' partita in queste ore la raccolta delle firme sul sito firmiamo.it per sostenere i due stilisti dopo l'accesa polemica in seguito alle esternazioni dell'assessore Franco D'Alfonso che avrebbe voluto non concedere più spazi a D&G dopo la condanna per problemi con il fisco.

La petizione è stata retwittata da Stefano Gabbana (come tutti i commenti, decine e decine, postati nella giornata dai followers). Lo stilista ieri ha postato tweet 'di fuoco' contro il Comune, chiedendo tra l'altro "di restituire l'onore e il rispetto alla maison Dolce & Gabbana perchá ha dato alla città il primato della Moda Italiana nel mondo; di porre rimedio alle dichiarazioni giustizialiste dell'Assessore D'Alfonso; di mettere a disposizione della maison gli strumenti che da sempre la città ha offerto ai due stilisti. Lo chiediamo - si legge - a Giuliano Pisapia non solo perchá è il primo cittadino di Milano ma anche perchè è un noto giurista e garantista nel panorama accademico e politico italiano. Perchá una condanna in primo grado per omessa dichiarazione dei redditi, e non per dichiarazione infedele da cui i due stilisti sono stati assolti perchè il fatto non sussiste, non accerta alcuna colpevolezza. I cittadini in Italia, fino a prova del contrario, sono innocenti fino al terzo grado di giudizio. E questo dovrebbe saperlo anche l'Assessore D'Alfonso che, in un colpo solo, ha chiuso le porte del Comune alla maison e ha diffamato i due stilisti".

IL CASO - 'Lite' in scena a Milano tra rappresentanti delle istituzioni e della moda, con un seccato Stefano Gabbana che non le ha mandate a dire: "Comune di Milano - si poteva leggere su Twitter -, fate schifo!". A provocare tanta collera era stato l'assessore al Commercio, Franco D'Alfonso che aveva arricciato il naso di fronte alla condanna di Dolce e Gabbana in primo grado per omessa dichiarazione dei redditi, chiarendo che il pubblico dovrebbe prendere le distanza da esempi simili, evitando di concedere loro spazi cittadini.

La replica furiosa di Gabbana non e' rimasta isolata su Twitter: molti follower, infatti, si sono uniti in un corale rimbrotto, piu' o meno educato, nei confronti di Palazzo Marino, tra chi consiglia a D'Alfonso di rivolgersi ai "cinesi che li stanno seppellendo" e a Dolce e Gabbana di "lasciare l'Italia". Mentre "Vergogna!" e' l'esclamazione piu' gettonata per rappresentare lo sdegno dei seguaci degli stilisti, l'assessore comunale ha provato una corsa ai ripari per lo meno sul fronte istituzionale: "Su alcuni organi di stampa e' stata riportata una mia frase, non contenuta in un'intervista, ma estrapolata da una conversazione informale riguardante argomenti generali, che non esprimeva certo l'opinione dell'amministrazione". "Preciso che da parte mia c'e' l'assoluto rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza fino ad una sentenza definitiva - prosegue -. Il garantismo e' un principio universale che vale per tutti. Auspico quindi che nel procedimento in corso Dolce e Gabbana chiariscano la loro posizione".

Tags:
d&gmilanocomune







A2A
A2A
i blog di affari
Green pass obbligatorio e lockdown annunciati: il ritorno alla nuova normalità
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Il braccio robotico di Perseverance alla ricerca di segni di vita su Marte
di Maurizio Garbati
Green pass obbligatorio, nuovo mezzo di schedatura totalitaria dei sudditi
L'OPINIONE di Diego Fusaro


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.