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Pinocchio/Expo, quando un imprenditore non è sempre meglio

Pinocchio/Expo, quando un imprenditore non è sempre meglio
Pinocchio radiolombardia
C’era una volta un Paese nel quale tutti volevano assolutamente gli imprenditori come classe dirigente del Paese. Acriticamente. Perchè un imprenditore è meglio. Ma ad Expo, ad esempio, non è proprio andata così

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C’era una volta un Paese nel quale tutti volevano assolutamente gli imprenditori come classe dirigente del Paese. Acriticamente. Così, per fare il sindaco di Milano, del centrodestra o del centrosinistra, un imprenditore è meglio. Per fare il ministro, un imprenditore è meglio. Per fare il premier, un imprenditore è meglio. Perché effettivamente, in Italia, fare impresa è qualcosa di eroico. Una via di mezzo tra una via crucis e un foglio di via. Tra tasse, controtasse, regole e regolamenti c’è da impazzire. Detto questo, tuttavia, non è mica detto che l’imprenditore o l’industriale di turno è adatto ad amministrare la cosa pubblica. E mi viene in mente il caso di Diana Bracco. Diana Bracco è presidente di Expo 2015 Spa, commissario generale di sezione per il padiglione Italia all’Expo e vicepresidente di Confindustria con delega per ricerca e innovazione. E’ la stessa che fattura, ogni anno, circa un miliardo di euro. Quindi a fare i suoi interessi, legittimamente, è bravissima. Ma su Expo, vogliamo parlarne? A giugno del 2010, cinque anni fa, Diana Bracco, che in Expo c’era già da tempo, decide di mandare una lettera all’allora amministratore delegato Lucio Stanca. Che cosa critica? Costi e ritardi. Lui, Stanca, che obiettivamente non aveva lasciato il segno, se ne va. Lei, resta. Poi viene Sala, e lei litiga pure con Sala. Va a fare la commissaria del Padiglione Italia. Che, si viene a sapere adesso, è in ritardo. Quindi, riepilogando. La grande manager che fa un sacco di soldi, è in Expo da un sacco di tempo, ha lo scalpo di un amministratore delegato motivato con il ritardo su Expo, è in ritardo proprio su Expo. Forse non tutti gli imprenditori sono adatti a fare la classe dirigente.