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Milano
Poste, stop (provvisorio) alla riorganizzazione con chiusura degli uffici

Il piano di Poste Italiane, che prevede la chiusura di 61 uffici in Lombardia e l'apertura a giorni alterni di altri 121, sara' sospeso per qualche settimana e saranno considerate alcune eccezioni. A renderlo noto e' il sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione della Regione Lombardia, Daniele Nava. Palazzo Lombardia ha avviato "un dialogo con la direzione nazionale di Poste italiane, ottenendo la sospensione del piano, che sarebbe dovuto entrare in vigore dal 13 aprile e la sua parziale revisione". Inoltre, aggiunge Nava, e' stato "concordato di completare congiuntamente l'analisi dei territori prima di dare definitiva attuazione al piano di Poste". La prossima settimana sara' convocato il tavolo regionale, con i soggetti coinvolti, per discutere sulle possibili modifiche del piano. "si tratta - sottolinea Nava - di trovare proposte concrete e pragmatiche di soluzione che possano fare sintesi tra le esigenze dell'azienda e della collettivita'". "Va tenuto presente - conclude il sottosegretario - che l'entrata in vigore del piano non e' in discussione, come ha anche confermato l'amministratore delegato di Poste Italiane in Conferenza Regioni e presso le commissioni parlamentari".

“Sono estremamente soddisfatto che il primo punto della risoluzione da me presentata, ovvero la richiesta di sospensione del piano di riorganizzazione, sia stata accolta da Poste Italiane. La prossima settimana si riunirà il tavolo regionale per discutere con le parti interessate del piano. Mi sembra un ottimo punto di partenza per fare in modo che il piano venga rivisto, per non penalizzare i cittadini lombardi che devono poter continuare ad usufruire del servizio senza disagi”. Lo dichiara Marco Tizzoni, consigliere regionale del gruppo consiliare Maroni Presidente e relatore della risoluzione approvata nelle scorse settimane dal Consiglio regionale lombardo per fermare il piano di ristrutturazione delle Poste, che sarebbe dovuto entrare in vigore dal 13 aprile. “Essendo Poste Italiane una società che deve garantire un servizio pubblico – prosegue il consigliere – ci sembra opportuno che la riorganizzazione sia decisa solo a seguito del confronto con le amministrazioni locali e le rappresentanze dei lavoratori e dei consumatori. Sono moderatamente ottimista e credo che vi siano buoni presupposti affinché il piano di chiusura e ottimizzazione degli uffici postali regionali venga rivisto e  ridimensionato. 

Esultano anche i sindacati. Così la segreteria Slc Cgil: "Prendiamo atto con soddisfazione che le Poste Italiane hanno deciso di sospendere, sia pure momentaneamente, il piano di chiusure degli uffici in Lombardia, accogliendo la proposta che il Consiglio regionale aveva deciso all’unanimità nella seduta del 3 marzo, a seguito delle sollecitazioni pervenute dalle organizzazioni sindacali e dalle amministrazioni locali. La settimana prossima sarà convocato un tavolo di confronto tra tutti i soggetti interessati, per valutare gli effetti del piano sui territori.E’ un primo passo importante ottenuto grazie alla mobilitazione dei lavoratori, delle amministrazioni locali e delle associazioni dei consumatori. In questo senso auspichiamo che venga avviato un negoziato vero che possa a portare a soluzioni positive per i lavoratori e per i cittadini".  

“Non possiamo che accogliere positivamente la notizia della sospensione del piano di chiusura dei 61 uffici postali. Evidentemente hanno capito l'importanza di discuterlo in via preliminare coi soggetti interessati, così come abbiamo sempre sollecitato”. Così il segretario generale delle Poste Cisl Lombardia, Giuseppe Marinaccio. “Ci auguriamo che questa decisione si traduca nella disponibilità dell'azienda a discutere con tutte le parti interessate e quindi anche con il sindacato, come richiesto dalla risoluzione approvata all'unanimità dalla Regione Lombardia - aggiunge -. Auspichiamo inoltre che sia  il segno di un ripensamento generale sulla gestione delle risorse umane e di una maggiore attenzione  al problema della carenza di personale, uno dei principali fattori all'origine della decisione di chiudere i 61 uffici in Lombardia e di razionalizzarne altri 120. Sollecitiamo dunque le Poste a trasformare gli oltre 200 part-time in full-time applicati agli sportelli"

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poste italianedaniele nava






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