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L’attacco di Giungi (Pd): “Pronto soccorso al collasso, chissà se a Maroni interessa…”

Dura accusa del consigliere comunale del Pd Alessandro Giungi: “Fino a sette ore di attesa prima di poter essere visitati, con la successiva e concreta possibilità di finire su una barella, anche per un giorno intero, nell’astanteria del pronto soccorso”

Dura accusa del consigliere comunale del Pd Alessandro Giungi sullo stato delle strutture di pronto soccorso degli ospedali milanesi, da lui definita al collasso da ormai molti giorni: “Fino a sette ore di attesa prima di poter essere visitati, con la successiva e concreta possibilità di finire su una barella, anche per un giorno intero, nell’astanteria del pronto soccorso, prima di venir ricoverati in reparto. Tale vergogna colpisce, in primis, le persone che più meriterebbero rispetto e assistenza: anziani e minori. Addirittura, le pediatrie milanesi hanno finito i posti-letto e sono costrette a cercare, per i giovanissimi pazienti, un ricovero in ospedali fuori città”.

“Ciò significa – prosegue il consigliere – che, nel momento in cui un minore, da intendersi anche come un neonato, arriva in un pronto soccorso pediatrico milanese, anche con una gravissima patologia, lì viene semplicemente ‘stabilizzato’, per poi essere mandato in altra struttura pediatrica, anche fuori città. Tutto ciò, va avanti, lo si ripete, da giorni/settimane nella più completa indifferenza dei vertici della Regione Lombardia, ovvero l’Ente Locale che, normativamente, ha la competenza sulla Sanità regionale. Qualcuno poi, dovrebbe informare il governatore Maroni che, quantomeno nella Città di Milano, i genitori dei bimbi appena nati non riescono neppure a trovare un pediatra cui iscrivere il proprio figlio, avendo i pediatri di famiglia raggiunto la cifra massima di 1500 assistiti. Deve poi segnalarsi una drammatica carenza di materiale sanitario all’interno delle pediatrie o, almeno, in alcune di esse, dove è richiesto ai genitori, financo di procurarsi i pannolini per i figli neonati. Ci si chiede, allora, come siano impiegati i 17 miliardi di euro che, come da bilancio regionale preventivo, sono stati stanziati per l’anno 2015 relativamente alla Sanità lombarda. Chissà se Maroni sentirà l’esigenza di occuparsi di questi temi, tralasciando inni e sciocchezze varie”.