La criminalità arretra in Italia, ma Milano continua a registrare un andamento opposto. Il capoluogo lombardo mantiene il primato nazionale per numero di reati denunciati in rapporto alla popolazione e chiude il 2025 con un aumento dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Un risultato che distingue la città dalle altre principali metropoli italiane, dove le denunce risultano invece in diminuzione. A fotografare la situazione è l’ultima edizione dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, pubblicata lunedì 12 ottobre ed elaborata sui dati definitivi del 2025 del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno. L’analisi, che prende in considerazione 106 province italiane, colloca Milano al vertice della graduatoria con oltre 7mila denunce ogni 100mila abitanti. Un dato destinato a riportare la sicurezza al centro del confronto politico milanese, a poco più di un anno dalle elezioni comunali del 2027.
Milano prima per criminalità, ma nelle altre metropoli le denunce diminuiscono
Il divario emerge soprattutto osservando i risultati delle città che seguono Milano nella graduatoria nazionale. Firenze è seconda, con 6.374 denunce ogni 100mila abitanti, ma registra una riduzione del 2,9% rispetto al 2024. Roma occupa il terzo posto, con un calo dei reati denunciati del 5,3%. Alle loro spalle si trovano, nell’ordine, Bologna, Torino, Rimini, Genova, Prato, Venezia e Livorno. Anche Bologna chiude l’anno con una variazione negativa, seppur limitata allo 0,3%, mentre Torino segna una contrazione del 4,3%. Milano risulta quindi in controtendenza rispetto alle altre grandi città presenti nelle prime posizioni. Una differenza che assume particolare rilievo considerando il peso delle aree metropolitane sul totale della criminalità denunciata. Nei territori delle 14 città metropolitane italiane si concentra infatti il 47,4% dei reati segnalati alle autorità. Sulle statistiche incide anche una caratteristica dei grandi centri urbani: la presenza di lavoratori pendolari, visitatori e turisti, che contribuiscono alla popolazione effettivamente presente durante la giornata senza rientrare nel numero dei residenti utilizzato per calcolare l’incidenza dei delitti.
In Italia 42mila reati in meno: scendono furti, rapine e omicidi
La situazione milanese si discosta da un quadro nazionale che, dopo quattro anni di crescita, mostra un primo cambiamento di direzione. Nel 2025 le forze dell’ordine hanno registrato circa 2,36 milioni di delitti denunciati, pari a 42.242 episodi in meno rispetto al 2024. La contrazione complessiva è dell’1,8%, anche se il numero dei reati rimane superiore del 2,4% rispetto al 2019. A determinare buona parte della diminuzione sono i furti. Le denunce scendono a 992.660 casi, con un calo del 5,9%, corrispondente a quasi 62mila episodi in meno. È la prima volta dal 2022 che il totale torna al di sotto del milione. I furti continuano comunque a rappresentare il 42,1% di tutti i delitti denunciati. Le riduzioni più consistenti riguardano i furti sulle auto parcheggiate (-16,2%), quelli nelle abitazioni (-8,7%) e i furti con destrezza (-6%). Diminuiscono anche le rapine, complessivamente del 3,6%, con una flessione del 7,7% per gli episodi avvenuti in strada. Sul fronte dei reati contro la persona, gli omicidi volontari passano da 326 a 289, con una riduzione dell’11,3%. Si tratta del livello più basso della serie storica disponibile dal 1950, raggiunto in precedenza soltanto nel 2020, l’anno della pandemia. I tentati omicidi sono invece 993, il 13,1% in meno rispetto all’anno precedente. Le indicazioni provvisorie relative ai primi sei mesi del 2026 sembrano confermare il miglioramento nazionale: nel primo semestre le denunce risultano inferiori del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’altra faccia della criminalità: aumentano frodi online e danneggiamenti
La diminuzione generale dei delitti non riguarda tutte le tipologie di illecito. Alcuni fenomeni continuano infatti a crescere, a partire dalla criminalità economica e digitale. Nel 2025 le truffe e le frodi informatiche raggiungono 298.651 denunce, il 4,4% in più rispetto al 2024. Il confronto con il periodo precedente alla pandemia restituisce un incremento ancora più marcato: rispetto al 2019 la crescita è del 40,8%. Aumentano anche i danneggiamenti, con 288.938 episodi denunciati (+3,9%), le percosse (+3,4%) e le estorsioni(+1,4%). Diverso l’andamento delle violenze sessuali, per le quali si registra una diminuzione delle denunce del 2,8%. Il dato arriva dopo diversi anni di progressiva emersione del fenomeno, ma richiede particolare cautela nell’interpretazione: le statistiche ufficiali misurano i fatti portati all’attenzione delle autorità, che non necessariamente coincidono con la totalità degli episodi effettivamente avvenuti.
Criminalità minorile, segnalazioni in crescita del 34% dal 2019. Il primato a Sondrio
Tra gli elementi evidenziati dal rapporto figura anche l’aumento delle segnalazioni che coinvolgono persone minorenni. Nel corso del 2025 sono state registrate 39.600 segnalazioni relative a minori denunciati o arrestati, a fronte delle 38.247 del 2024. L’incremento nell’ultimo anno è di circa il 3,5%, mentre rispetto al 2019 raggiunge il 34%. I minorenni incidono per il 4,7% sul totale delle segnalazioni riguardanti persone denunciate o arrestate. La percentuale sale però al 25,8% nelle rapine commesse in pubblica via, un dato che evidenzia il peso della componente giovanile in questa specifica categoria di reato. La Lombardia compare ai vertici anche in questa rilevazione. Sondrio è la provincia italiana con la più alta percentuale di segnalazioni relative a minorenni, pari al 9,7% del totale provinciale. Segue Modena, con l’8,3%. Il rapporto analizza inoltre le segnalazioni riguardanti cittadini stranieri denunciati o arrestati, che nel 2025 ammontano complessivamente a 292.820, il 35,1% del totale, rispetto al 34,7% dell’anno precedente. Un quarto di queste segnalazioni si concentra nelle sole province di Milano, Roma, Torino e Bologna.
Sicurezza a Milano, i numeri entrano nel confronto verso le elezioni del 2027
Il rapporto del Sole 24 Ore descrive dunque un’Italia nella quale diminuiscono diversi reati tradizionalmente associati alla criminalità di strada, mentre assumono maggiore rilevanza fenomeni come le frodi digitali e il coinvolgimento dei minorenni. Restano inoltre marcate le differenze tra i territori. Milano continua a rappresentare un’eccezione nel panorama delle grandi città italiane. Non soltanto è la prima provincia per incidenza dei reati denunciati, ma è anche in crescita rispetto all’anno precedente, mentre Firenze, Roma, Bologna e Torino registrano tutte un arretramento. La pubblicazione dei nuovi dati arriva in una fase politicamente delicata per il capoluogo lombardo. Con le elezioni comunali del 2027 all’orizzonte, la sicurezza urbana si conferma uno dei temi sui quali si concentrerà il confronto tra maggioranza e opposizioni. Il primato milanese offre nuovi elementi di discussione sull’efficacia delle politiche di prevenzione, sul presidio del territorio e sulle strategie per contrastare i fenomeni criminali. Questioni che, al di là dei numeri, continueranno ad avere un ruolo centrale nella campagna elettorale per la successione a Palazzo Marino.
Lega all’attacco, Sardone e Piscina, “Milano capitale del crimine, serve cambiare amministrazione”
I dati dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore accendono anche lo scontro politico a Milano. La Lega attacca l’amministrazione di centrosinistra, con Silvia Sardone, candidata sindaco indicata dal Carroccio, che parla di una città che “si conferma capitale italiana del crimine”. L’eurodeputata punta il dito soprattutto contro i furti e le rapine e richiama l’incidenza delle persone straniere e dei minorenni tra i denunciati. “Solo con un cambio radicale alla guida della città le cose possono cambiare: solo il centrodestra può invertire la rotta”, sostiene Sardone, proponendo presidi fissi della Polizia locale nelle zone più sensibili, vigili di quartiere, nuclei specializzati per la sicurezza sui mezzi pubblici, maggiore videosorveglianza e illuminazione dei parchi.
Sulla stessa linea il segretario provinciale della Lega e consigliere comunale Samuele Piscina, che definisce Milano “la capitale dell’insicurezza in Italia” e contesta la gestione della sicurezza da parte delle amministrazioni di centrosinistra. Piscina rivendica l’incremento degli organici delle forze dell’ordine disposto dal Governo e chiede un cambiamento nell’impiego della Polizia locale: “Vogliamo più agenti operativi sul territorio, non nelle macchine usate solo come postazioni fisse”. Tra le proposte del Carroccio figurano il potenziamento delle pattuglie notturne, una maggiore collaborazione con le forze dell’ordine statali e il contrasto alle occupazioni abusive. Per Piscina, la risposta dovrebbe passare da una nuova amministrazione cittadina guidata da Silvia Sardone.


