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Milano
Expo, Renzi contestato a Milano. "Lo Stato è più forte dei ladri"

"Voglio confermare alcuni impegni che il governo ha preso. Siamo assolutamente certi che l'Expo sia una strepitosa opportunità anche per il tema che è stato scelto". Matteo Renzi rilancia così il suo impegno su Expo. In visita a Milano dopo la bufera esplosa con la nuova Tangentopoli che ha portato a sette arresti, tra cui l'ex manager di Expo, Angelo Paris, ha voluto rassicurare le istituzioni milanesi.

"Expo è un'occasione strepitosa". Ai vertici della Camera di Commercio il premier ha ribadito: "Milano è per l'Italia un punto di riferimento, siamo ad un passaggio delicato ma chiave e strategico. Se vinciamo la sfida facciamo l'Italia, se ci tiriamo indietro non siamo l'Italietta ma siamo incoerenti". E ancora: "Possiamo perdere due punti alle Europee, ma non l'occasione dell'Expo. Dico grazie a chi non molla e a chi crede. Siamo assolutamente certi che l'Expo è un'occasione strepitosa". Renzi, però non nasconde la gravità di quello che è successo: "Non sottovaluto ciò che è accaduto. Siamo garantisti sempre, ma confesso il senso di sbigottimento e di amarezza pazzesca quando vedi certe immagini di buste che escono da una giacca e certi nomi che pensavi appartenere al passato". Ma lo Stato, ha concluso, "è più forte dei ladri". Per questo c'è l'impegno da parte del governo a essere "operativi nel rispetto di tutte le scadenze, come l'Italia sa fare quando è sotto pressione", con "coraggio e grazia".

L'impegno del governo viene rilanciato dopo l'incontro in Rovello, sede di Expo, con i vertici della società, la Regione, il Comune e la prefettura. Al suo arrivo il premier è stato accolto da una cinquantina di manifestanti dei Comitati per la casa e contro expo 2015 che, al grido di "Sgombriamo Renzi, occupiamo tutto", hanno cercato di sfondare il cordone di polizia in via Dante. I manifestanti, 'armati' di bandiere rosse con la scritta 'stop agli sfratti, sgomberi e pignoramenti' stanno lanciando slogan contro il premier, che nel frattempo sta incontrando i vertici della società.

Casa ma anche lavoro, al centro della protesta. Sotto accusa la priorità data dal premier nella sua visita e la scelta "di metterci la faccia per ripulire dalla mafia come fossero tutti amici suoi, mentre in Parlamento si discute un job act che cancella ogni tipo di diritto sul lavoro". A spiegare le ragioni del blitz una giovane universitaria, rappresentante del Cantiere, uno dei centri sociali più attivi di Milano, che ha puntato il dito anche sui presunti benefici dell'esposizione in termini di occupazione: "Si parla di 18.500 lavoratori volontari che saranno occupati quasi gratuitamente a un euro all'ora. Expo grande occasione di lavoro, ma per chi?".

Ma la tappa milanese deve dare il segnale che bisogna ripartire. Per questo ai bimbi della scuola elementare che ha visitato nelle prime ore del mattino, Renzi dice: "Aiutateci a cambiare l'Italia. Voi siete molto importanti anche se non votate". Prima di terminare la visita, il presidente del consiglio ha regalato ai bimbi una copia della Costituzione: "E' un testo che ci dice quali sono le regole del gioco, ma la regola più importante e bella consiste nello stare insieme". Dopo aver scherzato ("quando venite a roma urlate alla mia finestra che vi faccio salire"), Renzi ha ringraziato gli insegnanti, sottolineando l'importanza del loro lavoro "che in Italia non è riconosciuto come dovrebbe".

"Renzi, in visita in una scuola di Milano, ha parlato con un bambino di nome Mohamed e gli ha promesso che sarà più facile per loro ottenere la cittadinanza italiana. Buffone! vai a parlare con il figlio di un esodato italiano, e promettigli che il papà tornerà a lavorare". Lo scrive su Facebook il segretario della Lega Matteo Salvini. L'episodio a cui si riferisce il segretario della Lega è avvenuto in via Massaua, dove Renzi ha promesso al bambino che chi è nato in Italia, anche da genitori extracomunitari diventerà cittadino italiano dopo aver effettuato un solo ciclo di studi. La priorità, ha detto, "è non ripetere il caso di Mario Balotelli che non ha potuto fare le Olimpiadi di Pechino". La promessa, ha concluso, è di "approvare queste nuove regole entro l'anno".

Bruti al Csm, da Robledo reiterato intralcio a indagini - "Le iniziative del procuratore aggiunto Robledo hanno determinato un reiterato intralcio alle indagini" sull'Expo. Lo scrive il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati in una nota trasmessa ieri al Csm. Bruti Liberati, in particolare, ricorda la "prospettazione di stralcio", avanzata da Robledo e da lui esclusa, che "non solo avrebbe fatto perdere la unitarieta' di visione in questa vicenda specifica, ma avrebbe comportato sicuro intralcio e ritardo alle indagini". Inoltre, la trasmissione, da parte di Robledo, al Csm "di copie di corrispondenza interna riservata e di copie di atti del procedimento in delicatissima fase di indagine, con assunzione arbitraria della decisione delle parti da segretare, ha posto - scrive Bruti a Palazzo dei Marescialli - a grave rischio il segreto delle indagini". Il capo della Procura di Milano riferisce anche un'"ultima surreale situazione" avvenuta nell'ambito dell'inchiesta Expo: "Robledo - spiega Bruti - pur essendo costantemente informato del fatto che era in corso una attivita' di pedinamento e controllo su uno degli indagati", svolta da "personale della sezione di Polizia giudiziaria", ha "disposto analogo servizio delegando ad altra struttura della stessa Gdf". Solo "la reciproca conoscenza del personale Gdf che si e' incontrato sul terreno - osserva Bruti - ha consentito di evitare gravi danni alle indagini".

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