Rifondazione Comunista parteciperà il 1 maggio alla No Expo Mayday, che si terrà a Milano. “Presentato come una grande occasione per il Paese – recita una nota -, in realtà l’Expo è un grande affare pagato dalle cittadine e dai cittadini, con la benedizione del governo, a favore delle multinazionali del settore alimentare, di diverse imprese di costruzione e di pochi altri grandi privilegiati, è un moltiplicatore di cemento, speculazione e di precarietà. Esso ripropone, ancora una volta, lo schema delle grandi opere e dei grandi eventi: un’iniezione di miliardi di euro pubblici per un bel po’ di privati che, al di là di un’ulteriore devastazione del territorio, non lascerà nulla alla collettività. Non è un caso se sono riapparsi, nei mesi scorsi, alcuni dei protagonisti della Tangentopoli di vent’anni fa. Il modello di sviluppo adottato in questi decenni nel nostro Paese è infatti basato sul ricorso sistematico all’economia criminale, alle mafie e alla corruzione, ed Expo rientra a pieno titolo in tale modello”.
“Non è bastato – prosegue la nota della segreteria nazionale di Rifondazione – intitolare l’esposizione universale ‘Nutrire il pianeta, Energia per la vita’ per farne un evento di interesse collettivo. Dei 70mila posti di lavoro promessi inizialmente non c’è traccia, e le occasioni lavorative legate all’Expo sono precarie e sottopagate quando va bene, sono lo scandalo di 18.500 lavoratrici e lavoratori che non avranno alcuna retribuzione perchè definiti ‘volontari’ nel resto dei casi. Un’impostazione in piena sintonia con le politiche neoliberiste del governo Renzi – che dell’Expo è uno dei grandi sponsor istituzionali – a partire dal Jobs Act”.

