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Milano
Riorganizzazione Poste: "Nessuno licenziato". Ma le critiche sono bipartisan

Nel piano di riorganizzazione degli uffici postali in Lombardia non sono previsti licenziamenti. Ad assicurarlo sono stati i rappresentanti regionali delle Poste, Giovanni Bessi (responsabile regionale della gestione operativa mercato privati) e Adriano Galassina (responsabile regionale recapiti), che questa mattina hanno partecipato a un'audizione in commissione Bilancio al Pirellone. I due hanno confermato il progetto di riorganizzazione, che prevede la chiusura di 65 sportelli, collocati in piccoli paesi con meno di 5 mila abitanti, e la rimodulazione oraria per altri 120, ma hanno escluso che possa avere delle ripercussioni sull'occupazione: "Nessuno - hanno detto - perdera' il posto". Inoltre, secondo i rappresentanti regionali delle Poste, "non saranno toccati uffici postali rurali o di montagna. Il piano adegua l'offerta ma tiene fermo il principio della centralita' del cittadino e della massima attenzione per le sue esigenze". Nell'audizione, la commissione ha posto piu' volte la necessita' di coinvolgere i sindaci e gli amministratori prima di procedere al piano.

"Prima di tagliare si devono coinvolgere i territori e percorrere strade alternative, come quello di tramutare le chiusure dei 61 uffici in aperture a giorni alterni", ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale in quota Lega Nord Fabrizio Cecchetti, che aveva richiesto l'audizione. Secondo il capogreuppo del Pd Enrico Brambilla "in un momento in cui a tutti i livelli si cerca la coesione sociale, il piano delle Poste oltre a disservizi va a creare difficolta' alle fasce piu' deboli della popolazione".

Critiche anche da parte del Movimento 5 Stelle, con il consigliere Stefano Buffagni che ha sottolineato: "Il piano presentato dalla Poste non va bene e deve essere rivisto perche' lascia senza servizi intere comunita'". Adesso, ha spiegato il presidente della commissione Bilancio Alessandro Colucci (Ncd), "la commissione valutera' le modalita' d'intervento affinche' il Consiglio regionale si possa esprimere con un atto di indirizzo chiaro. E' nostra intenzione proporre soluzioni alternative per limitare i disagi, come ad esempio la messa a disposizione dei territori degli sportelli itineranti".

E per i consiglieri regionali della Lega Nord, Fabio Rolfi e Donatella Martinazzoli, l'audizione di Poste italiane in commissione bilancio è stata "insoddisfacente in quanto non sono state chiarite le modalità di scelta degli uffici che saranno chiusi o ridimensionati, dimostrando disinteresse per i disagi che ne deriveranno e scordando il ruolo sociale che le poste svolgono ancora oggi per diverse categorie di cittadini, come ad esempio i pensionati” “Le Poste Italiane non hanno tenuto conto delle peculiarità delle zone. Vi sono comuni e piccole frazioni dove non è presente nemmeno uno sportello bancario e togliere anche l’ufficio postale rappresenterebbe un grave problema per una popolazione in maggioranza anzia na. La decisione di chiudere o di diminuire il servizio di alcuni sportelli è basata unicamente su logiche di profitto aziendale e non considera i disagi a cui sottopone i cittadini. A questo proposito abbiamo chiesto di riconsiderare le chiusure nei comuni montani più isolati, riconvertendole in aperture ridotte per cercare di tamponare il danno.” “Purtroppo ancora una volta il territorio lombardo viene calpestato e vediamo sottratti servizi importanti e fondamentali per i nostri cittadini. Come Regione Lombardia audiremo nella giornata di domani, presso la commissione Attività produttive, le parti sociali delle Poste Italiane per avere un quadro completo della situazione”.

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