Riceviamo e pubblichiamo:
Scrivo a proposito delle baracche/tende dei rom sul Lambro a Cascina Gobba. Ci sono passata ieri e la situazione è sempre incredibilmente desolante. Una situazione invivibile. Ho fatto alcune foto che allego. Ho presentato un’interrogazione a settembre in consiglio (ma la situazione è preoccupante da più mesi) a cui ho ricevuto una risposta senza contenuti da parte della giunta (ma anzi una specie di rimbalzo di responsabilità).
La zona è piuttosto pericolosa anche per i nomadi stessi (che vivono in condizioni disumane) considerato che un’eventuale esondazione delle acque del fiume potrebbe compromettere la loro incolumità. Ultimamente i cittadini lamentano anche che i rom tagliano gli alberi per bruciarli ma danno fuoco anche alla plastica.
La situazione è veramente degradante da mesi e i cittadini della zona sono veramente esasperati. I furti negli appartamenti e gli scippi nelle strade sono all’ordine del giorno, i residenti chiedono aiuto, evidentemente stanchi di dover subire questa occupazione costante. Non dimentichiamo, tra l’altro, che a poca distanza c’è anche il campo rom di Via Idro, teatro recentemente di scontri sanguinosi tra bande. Non è tollerabile che a Milano ci sia una favela di questo tipo, uno scempio quotidiano che preoccupa un intero quartiere. Possibile che un’amministrazione che fa propaganda quotidiana sull’integrazione e la solidarietà non intervenga per assicurare, eventualmente, una sistemazione più dignitosa ai nomadi? Facile dire che entro l’anno interverranno senza indicare come. Il lassismo di questa giunta è francamente sconcertante e intanto i milanesi subiscono la resa della maggioranza su questi temi. Circondati da campi rom e abbandonati a criminalità diffusa, è questo il messaggio che la sinistra vuole offrire a chi chiede solo la fine di questo degrado?
Silvia Sardone, consigliere di zona 2 di Forza Italia

