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Salone del Mobile 2026, +4,5% di presenze. Al Fuorisalone 500mila visitatori. Feltrin: “Scommessa vinta”

Nuovi scenari per il settore. Porro: “Pressioni per rimandare l’evento, ma i numeri ci hanno dato ragione”

Salone del Mobile 2026, +4,5% di presenze. Al Fuorisalone 500mila visitatori. Feltrin: “Scommessa vinta”

Si chiude con un segno più l’edizione 2026 del Salone del Mobile di Milano, che archivia una settimana di eventi con numeri in crescita e un clima di rinnovata fiducia per il settore del design e dell’arredo. Con 316.342 presenze provenienti da 167 Paesi, la manifestazione registra un aumento del 4,5% rispetto al 2025, confermando il proprio ruolo centrale nel panorama internazionale. “L’edizione 2026 ha confermato la forza di un sistema che, anche nei momenti più complessi, sceglie di avanzare”, ha dichiarato la presidente Maria Porro, sottolineando come il Salone rappresenti “un risultato di squadra, di visione condivisa, di dialogo tra mondi diversi”.

Uno dei dati più significativi riguarda la componente estera, che si attesta al 68% degli operatori presenti. Un elemento che rafforza il posizionamento del Salone come piattaforma globale per imprese, buyer e investitori. Dal 21 aprile, oltre 1.900 brand provenienti da 32 Paesi hanno animato gli spazi di Fiera Milano Rho, trasformando la manifestazione in “uno snodo operativo di relazioni e contenuti ad alto valore”. Sul fronte dei mercati, la Cina resta il principale riferimento in termini assoluti, mentre cresce la presenza europea, in particolare dalla Germania. Segnali positivi arrivano anche dagli Stati Uniti, con un incremento dell’8,8% rispetto allo scorso anno.

Porro: “Pressioni per rimandare il Salone, ma i numeri ci hanno dato ragione”

Non sono mancati i timori alla vigilia, legati al contesto geopolitico globale. “Abbiamo avuto fortissime pressioni quest’anno perché il Salone saltasse o fosse rimandato, ma i numeri ci hanno dato ragione”, ha evidenziato Porro. Una linea condivisa anche da Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo: “Il risultato è andato oltre ogni aspettativa. È una scommessa vinta che ci consente di guardare ai prossimi mesi con cauto ottimismo”. Feltrin ha parlato di “una concreta iniezione di fiducia per tutto il settore”, sottolineando come l’elevata partecipazione di operatori professionali confermi il ruolo strategico della manifestazione per il business delle imprese italiane.

A rafforzare ulteriormente il peso del Salone arriva anche la nomina ad Ambasciatore del design italiano nel mondo, conferita dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Un riconoscimento che si inserisce nella strategia di diplomazia economica e culturale e che apre una nuova fase di collaborazione con la Farnesina, formalizzata attraverso una convenzione con FederlegnoArredo. Lo sguardo è già rivolto al futuro: la prossima edizione è in programma dal 13 al 18 aprile 2027.

Fuorisalone, oltre 500mila visitatori in città

Accanto al Salone, anche il Fuorisalone conferma il suo ruolo di motore diffuso della Design Week milanese. L’edizione 2026 si chiude con oltre 500mila visitatori e più di 1.100 eventi inseriti nella guida ufficiale, su un totale che supera i 1.300 appuntamenti in città. Il Brera Design District si conferma il cuore della manifestazione con 320 eventi distribuiti tra showroom e location temporanee, affiancato da zone ormai consolidate come Tortona, Durini, 5Vie, Isola e Porta Venezia. Tra le novità, il Fuorisalone Passport, che ha permesso per la prima volta di tracciare il profilo del pubblico: 104mila utenti registrati, di cui il 64% donne.

Dal punto di vista economico, emergono segnali incoraggianti anche sul fronte internazionale. “A colpire è il ritorno dell’Europa”, ha sottolineato Feltrin, evidenziando come il continente giochi ancora un ruolo centrale nelle traiettorie di crescita del settore. Allo stesso tempo, si registra una dinamica positiva anche per gli operatori extraeuropei, in particolare dagli Stati Uniti, che tornano a investire nonostante le tensioni commerciali legate ai dazi. Un quadro che, tra numeri in crescita e nuove prospettive, rilancia il Salone del Mobile come uno degli snodi chiave dell’economia milanese e del sistema design italiano.