Mario Calabresi non arretra sul nuovo stadio di San Siro e rilancia le proprie critiche al progetto sostenuto dall’amministrazione comunale. Il giornalista, che ha manifestato la propria disponibilità a partecipare alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Milano, è tornato sul tema durante un’intervista a Radio Popolare, rispondendo anche alle polemiche suscitate dalle sue precedenti dichiarazioni. “Se diventerò sindaco di Milano mi siederò con le squadre per parlare. Alla luce di quello che sta succedendo alcune cose vanno ridiscusse”, ha affermato Calabresi, lasciando intendere che un’eventuale nuova amministrazione potrebbe riaprire il confronto con Milan e Inter su alcuni aspetti dell’operazione.
Calabresi: “Sala si è arrabbiato parecchio, ma voglio dire la mia”
Il giornalista ha riconosciuto che le sue posizioni hanno provocato una reazione tutt’altro che positiva da parte del sindaco Giuseppe Sala. “Il sindaco si è arrabbiato parecchio”, ha ammesso, precisando però di non voler rinunciare a sollevare alcune questioni che considera fondamentali. La prima riguarda le conseguenze del cantiere sul territorio: “Dobbiamo preoccuparci della salute del quartiere, dell’impatto ambientale della costruzione del nuovo stadio e della demolizione del vecchio. Oggi siamo in quella fase”. Il secondo tema è quello delle compensazioni per i residenti. “Il quartiere non deve pagare un prezzo senza avere nessun tipo di beneficio, di ritorno”, ha sottolineato Calabresi, aggiungendo: “Lo dico senza che sia lesa maestà, voglio dire la mia”.
Il nodo dei costi: “Il tunnel Patroclo lo paghino le squadre”
Tra le questioni concrete sollevate da Calabresi c’è anche lo spostamento del tunnel Patroclo, uno degli interventi infrastrutturali collegati al progetto del nuovo impianto. Secondo il giornalista, i relativi costi dovrebbero essere sostenuti da Milan e Inter, non dal Comune di Milano. “Allora dobbiamo accettare che tutto quello che è stato deciso debba rimanere immobile?”, ha chiesto, sostenendo la necessità di ottenere dai club maggiori garanzie e investimenti a favore del territorio. “Le squadre vanno sfidate perché ci sia un impegno sul quartiere superiore”, ha aggiunto.
“Non la penso come La Russa, sullo stadio bisogna essere laici”
Calabresi ha infine respinto l’accostamento delle proprie posizioni a quelle del presidente del Senato Ignazio La Russa, contrario all’abbattimento del Meazza. “Non la penso come La Russa perché dico cose che lui non ha detto”, ha precisato, rivendicando un approccio pragmatico alla questione: “Sullo stadio dobbiamo essere laici”.
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