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San Siro, Palazzo Marino esulta ma il fronte del no rilancia. E il ricorso incrocerà la campagna elettorale

San Siro, il Pd attacca chi si è opposto alla vendita, ma Fedrighini annuncia il ricorso al Consiglio di Stato e guarda alle comunali: “I tempi coincidono inevitabilmente con la campagna elettorale”. Restano aperti anche altri fronti amministrativi e giudiziari

San Siro, Palazzo Marino esulta ma il fronte del no rilancia. E il ricorso incrocerà la campagna elettorale
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La sentenza del Tar consegna un risultato importante alla Giunta Sala sul dossier San Siro, ma difficilmente metterà fine allo scontro politico che da anni accompagna il futuro del Meazza. Anzi, il verdetto rischia di segnare l’inizio di una nuova fase: da una parte Palazzo Marino e la maggioranza che rivendicano la correttezza dell’iter seguito per la vendita dello stadio a Milan e Inter; dall’altra il fronte contrario all’operazione, che annuncia ricorso al Consiglio di Stato e promette di continuare la battaglia anche su altri terreni.

Sul fondo c’è poi un elemento destinato a pesare: il calendario del nuovo stadio si intreccia ormai con quello delle elezioni comunali del 2027. Ed è proprio San Siro, ancora una volta, a mettere in evidenza divisioni che attraversano non soltanto maggioranza e opposizione, ma anche lo stesso campo del centrosinistra.

Scavuzzo rivendica l’iter: “Il Consiglio ha lavorato nel rispetto delle regole”

La prima reazione della Giunta è affidata alla vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo, che parla anche a nome del sindaco Giuseppe Sala. “Su San Siro il Tar della Lombardia ha parlato chiaro: il Consiglio comunale ha lavorato nel rispetto delle regole“, afferma, ricordando le cinque sedute di commissione e le oltre quindici ore di discussione in aula. Per Scavuzzo, dunque, la sentenza certifica la correttezza del percorso seguito da Palazzo Marino: il ricorso relativo alla procedura consiliare è stato respinto nel merito, mentre gli altri sono stati dichiarati inammissibili.

Sulla stessa linea l’assessora allo Sport Martina Riva: “Ora è il momento di lasciarsi le polemiche alle spalle e di guardare avanti”, concentrandosi sull’obiettivo degli Europei del 2032.

Il Pd alza il tono contro il fronte contrario alla vendita

Più politica la lettura della capogruppo del Pd Beatrice Uguccioni, che si rivolge apertamente a chi ha contrastato l’operazione, precisando “non solo di centrodestra”. Secondo Uguccioni, gli oppositori sarebbero stati “smentiti in toto dal Tribunale”: “Milano ha discusso e poi ha deciso”. Un messaggio che fotografa bene il nervo scoperto dentro il centrosinistra milanese. La vendita di San Siro, infatti, era passata in Consiglio comunale non senza tensioni nella maggioranza e con il contributo determinante di una parte dell’opposizione. Il consigliere dei Riformisti Daniele Nahum sintetizza la propria soddisfazione con un “molto bene”.

Fedrighini: “La partita non si chiude qui”

Sul fronte opposto Enrico Fedrighini non arretra. Il consigliere comunale ambientalista, il cui ricorso è stato l’unico affrontato nel merito dal Tar, annuncia già il passaggio successivo: “Ci sarà il ricorso al Consiglio di Stato. Era una cosa che davamo per scontata: la partita non si chiude qui”. Intervistato da Repubblica, Fedrighini spiega di voler approfondire con i propri legali le motivazioni della sentenza e sostiene che il trasferimento del contenzioso al Consiglio di Stato rappresenti un passaggio rilevante. “Dal nostro punto di vista non cambia nulla”, afferma.

Ma la strategia non si limiterà al secondo grado della giustizia amministrativa. Fedrighini richiama anche la Valutazione ambientale strategica, le questioni relative alla Corte dei conti e il dossier del tunnel Patroclo. “Ci sono verifiche giudiziarie, ma soprattutto questioni amministrative ancora aperte”, osserva.

“Il Comune ha tutelato l’interesse pubblico?”

È qui che la battaglia cambia terreno. Fedrighini riconosce che Milan e Inter abbiano “legittimamente perseguito i propri interessi”, ma sposta la questione sul comportamento dell’amministrazione: “Il problema è capire se il Comune di Milano abbia tutelato allo stesso modo l’interesse pubblico”. Una contestazione destinata a rimanere al centro dello scontro anche dopo il pronunciamento del Tar. Tra gli esempi indicati dal consigliere c’è proprio il tunnel Patroclo, una delle questioni che secondo gli oppositori richiede ancora chiarimenti sulla convenienza dell’operazione per Palazzo Marino.

Anche il Comitato Sì Meazza promette di non fermarsi. Il presidente Luigi Corbani annuncia nuovi ricorsi al Consiglio di Stato e richiama gli esposti già presentati alla Procura e alla Corte dei conti, contestando presunti danni erariali e violazioni amministrative.

San Siro verso le comunali 2027

La conseguenza politica più significativa potrebbe però emergere nei prossimi mesi. Fedrighini lega esplicitamente il dossier San Siro alla campagna per Palazzo Marino: “I tempi coincidono inevitabilmente con quelli della campagna elettorale”, afferma, attribuendo questa sovrapposizione alla fretta con cui si sarebbe arrivati alla vendita pur lasciando, a suo giudizio, diversi nodi irrisolti. San Siro potrebbe così trasformarsi ancora una volta in un banco di prova per gli equilibri del campo progressista milanese. Da una parte l’amministrazione uscente e il Pd che rivendicano la scelta compiuta; dall’altra una componente ambientalista e civica che considera la vicenda tutt’altro che archiviata.