L’Associazione Antigone, nel rapporto di metà anno 2026, denuncia una situazione di grave emergenza umanitaria nelle carceri italiane, che vede la Lombardia e l’istituto di Milano San Vittore tra i casi più drammatici del Paese. Al 28 luglio 2026 i detenuti a livello nazionale sono 64.741 a fronte di 46.343 posti disponibili (tasso di affollamento del 139,7 per cento), ma nella casa circondariale milanese si supera abbondantemente il doppio della capienza regolamentare.
Nel 44 per cento delle carceri visitate da Antigone le celle offrono meno di 3 metri quadrati a persona. A San Vittore e nelle strutture lombarde, le altissime temperature estive rendono le condizioni di vita quotidiana al limite della vivibilità: oltre il 60 per cento dei reclusi trascorre gran parte della giornata in celle sovraffollate e senza una ventilazione adeguata. Il divieto di tenere frigoriferi limita l’accesso all’acqua fresca, mentre in diversi reparti si sommano carenze igieniche e problemi idrici.
Misure alternative e investimenti: l’allarme sui suicidi e la critica al Governo
Nei primi sette mesi del 2026 si sono suicidate almeno 38 persone negli istituti di pena italiani; crescono gli episodi di autolesionismo ed è sempre più diffusa la presenza di patologie psichiatriche, a fronte di un’assistenza sanitaria interna del tutto insufficiente.
Antigone critica apertamente la gestione del Governo, accusato di aver puntato solo su un approccio repressivo e sull’introduzione di nuovi reati senza risolvere i nodi strutturali del sistema penitenziario. Il piano annunciato per creare 10 mila nuovi posti entro il 2027 non ha prodotto benefici e i posti reali sono persino diminuiti. Come sottolinea il presidente di Antigone Patrizio Gonnella, l’unica strada per decongestionare strutture al collasso come quelle milanesi e lombarde resta il ricorso alle misure alternative e agli investimenti concreti sul reinserimento sociale.

