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Milano

El coeur de Milan non si tira mai indietro. Abbiamo avuto esempi concreti con sindaci del passato socialista, da Caldara arrivando a Tognoli e Pillitteri, e lo abbiamo ancora oggi con amministratori come Granelli e Majorino che, giorno dopo giorno, tentano di dare una risposta solidale a chi, in Stazione Centrale cerca un aiuto. Non è facile sostenere i siriani che fanno della Centrale un avamposto per andarsene al Nord a caccia di un po’ di serenità. Ed è quasi impossibile con quanti in Forza Italia guardano alle comunali del 2016 e, quindi, per una manciata di voti sono disposti a tutto e al contrario di tutto. Parliamo di una consigliera di zona, Silvia Sardone, che per conquistare un po’  di notorietà ha diffuso foto di un bambino che dorme sul pavimento della Centrale giacendo sopra un pezzo di cartone, buttato lì in angolo come fosse una bambola spezzata e inanimata. Foto diffusa sui social e sulle pagine milanesi del Corriere. Notizia senza dubbio ma c’è una domanda: invece di diffondere questa fotografia e di far (ri)scoppiare la pancia dei benpensanti non sarebbe stato meglio portare un atto concreto a quel bambino e a quanti come lui sono in quella situazione? Che so, una tazza di latte o una copertina o un materassino?  Chi assiste quel bambino e i suoi amichetti e i loro genitori si sacrifica ogni giorno, rubando tempo al proprio lavoro e ai momenti di vita familiare. Tirano fuori cioè el coeur di Milano.  Ci sono, attenti, consiglieri di Forza Italia come Giulio Gallera che sul tema stanno intervenendo anche concretamente, finanziariamente come sappiamo aver fatto Silvio Berlusconi e altri. Ognuno come può e come vuole. Ma le foto no, quelle non servono se non per alimentare facili demagogie e, poi, il 2016 quando si tornerà a votare per il Sindaco di Milano è ancora lontano e il rischio è di arrivarci con un tessuto sociale completamente distrutto.

di Gianandrea Zagato

LA REPLICA DI SILVIA SARDONE - A chi mi accusa di mancanza di cuore dico che la beneficenza e gli atti di solidarietà si fanno e non si dicono. Inoltre la denuncia fotografica di quanto accade in stazione Centrale ha portato l’attenzione su una situazione assolutamente non risolta. Chiedo se sia speculazione anche l’intervento dell’Unicef (Majorino non definisce infami anche loro?) che in seguito alle foto ha denunciato una palese violazione dei diritti della Carta dei diritti dell'infanzia che prevede il diritto ad accogliere e proteggere ogni bambino ovunque esso si trovi.
Tra l'altro mi stupisco del fatto che ci si concentri sul perchè siano state fatte le foto e non sul contenuto e quindi sui bambini lasciati a terra nella sporcizia nel tardo pomeriggio di un lunedì in Centrale. Invece di guardare alla luna si guarda il dito.
Denunciare la situazione e dare voce a chi non ha la possibilità di parlare è dovere di chi fa politica. Ricordo che sono in assoluto la consigliera che ha portato avanti più interrogazioni sulla stazione Centrale e sulla situazione di estremo degrado che la riguarda. Trovo patetica l’accusa da parte del Comune di aver sfruttato i bambini, a maggior ragione se ricordiamo le manifestazioni di piazza di partito (quelle sì) contro la riforma Gelmini con i bambini usati in corteo,  gli alunni delle scuole che fanno i cori pro Renzi, i ragazzini fatti salire sui palchi per invettive anti Berlusconi ecc
Rivendico quelle foto come rivendico le istantanee dei minori rom negli accampamenti sul Lambro a pochi metri da scarichi fognari.
Queste foto non portano voti, portano attenzione su problemi irrisolti che riguardano bambini. Non è la prima volta e non è un caso che solo dopo le mie denunce l’amministrazione si accorge di alcune sue mancanze.
Prima di essere una militante di partito sono una mamma e non posso concepire che un Paese civile possa accettare tali situazioni. Ho solo dato voce a chi non poteva parlare, se questo ha dato fastidio a chi da mesi millantava di aver gestito bene l’accoglienza questi sono problemi suoi, io penso ai bambini.

 

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