“Cercare indomabilmente scelte politiche ed interventi legislativi tesi a favorire una ripresa economica che offra prospettive occupazionali a tutti, speranza ai giovani, serenità alle famiglie, assistenza ai più deboli”. Così l’arcivescovo Angelo Scola nella lettera per il nuovo anno pastorale, aperto oggi in Duomo, dedica una riflessione al tema del lavoro. Scola mette in guardia di fronte alla frustrazione della protesta “senza intravvedere la strada per uscirne” e dal pericolo che “la fame di lavoro può anche indurre a censurare altri aspetti, quali, per esempio, il rischio che si instaurino forme di precarietà e di sfruttamento ingiustificate”. Per Scola, il lavoro è un bene ed è un bene comune, fattore decisivo per il benessere non solo economico della nostra società”. E ancora: “Il lavoro è fattore essenziale, non accessorio, per la dignità dell’uomo e la piena realizzazione della sua personalità”.
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