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Milano
Angelo Scola

E adesso che il Conclave è finito, l’arcivescovo di Milano Angelo Scola torna a casa. Il papabile numero uno non è riuscito a diventare Papa e in Diocesi c’è chi si chiede che cosa succederà al suo ritorno. C’è infatti chi paventa che il porporato di Malgrate potrebbe scegliere di abbandonare la linea di equidistanza mantenuta sino ad oggi (e confermata dalle nomine fatte nei due anni trascorsi alla guida della Cattedra di Ambrogio) per dare spazio a personalità provenienti dal mondo di Comunione e Liberazione a cui appartiene Scola.

GRANDE ELETTORE O GRANDE SECONDO?- Scola ha partecipato alla prima Messa del Papa, insieme agli altri cardinali confratelli. Attraverso il suo ufficio stampa ha fatto sapere che "Porterà a papa Francesco la gioia, la preghiera e l'affetto suoi personali e della Chiesa ambrosiana per la Sua elezione al soglio di Pietro”. Il cardinale Scola raccomanda a tutti i fedeli ambrosiani “di intensificare in questi giorni la preghiera per la missione di papa Francesco. Invita inoltre i parroci, i rettori dei santuari e tutti i sacerdoti a una preghiera particolare per il Papa nelle Messe festive di domenica 17 marzo”. Non è tutto: nella giornata di martedì 19 marzo, solennità di San Giuseppe e giorno della Messa per la solenne inaugurazione del Pontificato di papa Francesco, “l'Arcivescovo invita tutti a unirsi a questa celebrazione partecipando alle Messe che saranno proposte nelle parrocchie e nei santuari anche in orari straordinari per favorire la presenza”.

LE POLTRONE BALLERANNO?- La domanda di fondo adesso è: cambierà tutto? Quando Dionigi Tettamanzi tornò a casa dal Conclave 2005, dopo la mancata elezione a Papa, fece un giro di poltrone e divenne più attivo in Diocesi. In Curia c’è chi si chiede se adesso Scola inizierà ad abbandonare i passi cauti fatti sinora, spingendo invece sulla città e sulla chiesa ambrosiana. Nel mirino soprattutto ci potrebbero essere posti di responsabilità quali i vicariati generali (che sono stati affidati sino ad oggi a martiniani e tettamanziani di provata fede in nome dell’equidistanza), la direzione della radio locale, Circuito Marconi (che avrebbe bisogno di un riassetto) e della Tv diocesana Telenova. Infine potremmo assistere ad una serie di nomine a raffica al Museo Diocesano e nelle strutture diocesane di responsabilità (come ad esempio l’Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero). Ancora è troppo presto per trarre delle conclusioni. Ma a Milano c’è chi è già in campana. E vedremo nei prossimi giorni che cosa succederà.

Antonino D'Anna

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