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Scuola, studenti sul piede di guerra: “No alle classi pollaio”

Riapertura delle scuole in Lombardia, prime proteste degli studenti, che lamentano troppe classi pollaio, bus affollati e pochi professori

Scuola, studenti sul piede di guerra: “No alle classi pollaio”
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Scuola, studenti sul piede di guerra: “No alle classi pollaio”

Riapertura delle scuole in Lombardia, prime proteste degli studenti, che lamentano troppe classi pollaio, bus affollati e pochi professori. Per questo in diverse scuole sono già andati in scena presidi agli ingressi, per chiedere un rientro in sicurezza.

«Mancano spazi e docenti, nessuna sicurezza in queste condizioni» dichiara Riccardo Sala, responsabile locale del FGC «Classi pollaio con oltre 30 studenti, migliaia di cattedre scoperte rispetto al normale anche oggi che serviva un piano di assunzione straordinario e mezzi scarsi e affollatissimi. Questo è lo scenario che fa da sfondo alla prima giornata di scuola post Covid! In 6 mesi nulla è stato fatto per preparare veramente un rientro in sicurezza forse perché a nessuno, governo e opposizione, interessa veramente investire sulla scuola.»

«Non staremo a guardare, non permetteremo che la scuola resti aperta a danno della salute nostra e dei professori, ma non permetteremo nemmeno un ritorno della disattiva a distanza che ha acuito ancor di più il divario tra scuole di serie A e scuole di serie B, a tutto discapito degli studenti delle classi popolari che spesso non hanno nemmeno potuto seguire le lezioni perché privi di un computer. Servono soldi per un rientro in sicurezza, e questo governo ha deciso di regalarli a banche e multinazionali, come FCA. A questo punto è chiaro, il rientro in sicurezza ce lo dovremo conquistare da soli, e lo faremo con la lotta!»