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Milano

Quella iniziata in questi giorni è indubbiamente la partita politica più importante, fino ad oggi, per la Giunta Pisapia se, come ha sostenuto il Direttore generale di Palazzo Marino, il bilancio 2013 è il più difficile dal dopoguerra. Per far quadrare i conti, questa volta, non bastano i tagli cui i Comuni sono costretti da anni. La crisi fiscale dello stato che dall'introduzione del "patto di stabilità" ricade sulle amministrazioni locali -e paradossalmente soprattutto su quelle più virtuose- sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno nel quale gli enti locali, anzitutto i comuni, sono stati costretti non solo a tagliare servizi e vedersi ridotti i trasferimenti facendo al contempo da esattori per il governo, ma sono stati obbligati prima a liquidare parte del patrimonio economico poi ad intaccare il capitale, ingente o scarso che fosse, di consenso. Su questo crinale si giocherà nei prossimi mesi la partita di Palazzo Marino: dopo aver tagliato tutto il tagliabile, dopo aver alzato (ma per il momento congelato) le aliquote IMU e Irpef, per i 40 milioni di euro che ancora mancano all'appello sembra non esserci altra strada che l'aumento delle tariffe, a partire da quelle degli abbonamenti ATM.

Ipotesi ufficiosa al momento, ma allo stato dei fatti l'unica percorribile. E' ovviamente questo lo snodo più delicato. In una fase come quella che stiamo attraversando, con una crisi economica della quale non si intravede la soluzione, un aumento delle tariffe - di cui i cittadini percepiscono con maggiore immediatezza il peso rispetto ad un aumento delle imposte- rischia non solo di essere l'ennesima tegola sui bilanci delle famiglie, ma di aprire una frattura tra i milanesi e l'amministrazione cittadina. Per questo motivo il Sindaco e la Giunta sono intenzionati a giocare tutte le carte possibili nei confronti del Governo e già da questi giorni stanno aumentando il pressing nella speranza che ad ottobre la promessa "rimodulazione" dell'IMU porti una buona parte del gettito nelle casse dei comuni e non dello stato. Da molte parti la chiusura della procedura d'infrazione comunitaria contro l'Italia per deficit eccessivo ha fatto sorgere un cauto ottimismo. Ma le cifre del bilancio statale di quest'anno sono state elaborate a partire da un PIL stimato a -1,3%, purtroppo l'ennesima contrazione dell'economia nazionale dovrebbe essere più consistente di almeno mezzo punto percentuale, con un conseguente aumento delle necessità di cassa. Come sostengono molti analisti sarà un autunno difficile per gli equilibri politici e finanziari del Paese. Non sarà meno difficile per Palazzo Marino impegnato a contrattare con il governo una soluzione per non dover imporre, oltre all'aumento delle tasse locali, anche quello delle tariffe.

Da chiamamilano.it

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