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Trenord, si aspetta la Farisé. Tra holding e problemi. Inside

Trenord, si aspetta la Farisé. Tra holding e problemi. Inside
cinzia farise
Pare che abbia chiesto un po’ di tempo per chiudere tutti gli affari in sospeso, Cinzia Farisè. La manager, CEO di Prysmian India, è in predicato di diventare ad di Trenord, dopo la rinuncia prima di Laura Cavatorta e poi di Lucia Morselli. Intanto si apre il problema delle holding: da cinghia di trasmissione del potere regionale a organi indipendenti… INSIDE DI AFFARI

di Fabio Massa

Pare che abbia chiesto un po’ di tempo per chiudere tutti gli affari in sospeso, Cinzia Farisè. La manager, CEO di Prysmian India, è in predicato di diventare ad di Trenord, dopo la rinuncia prima di Laura Cavatorta e poi di Lucia Morselli. A quest’ultima sarebbe stato chiesto anche il pagamento di una penale di svariate migliaia di euro. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it la Farisé, un passato in FNM, avrebbe bisogno di circa 20 giorni prima di arrivare alla guida della società che, ormai da troppo tempo, non ha una guida stabile, dopo l’addio di Legnani. Per lungo tempo si era ipotizzato che sarebbe stato Giuseppe Bonomi, già ad di Sea, a prendere il posto di amministratore delegato di Trenord. Lui, però, in una intervista ad Affaritaliani.it, ha smentito tutto: “Ho altro da fare e avrò altro da fare. Ci vorrebbe un turnaround importante. Ci vorrebbe un azionista, FNM, molto forte. E non mi pare sia questo il caso”.

Quello delle varie holding di Regione Lombardia, vera e propria cinghia di trasmissione del potere politico pur senza avere ingerenze nelle aziende, è uno dei temi chiave che nell’intervista Bonomi sottintende ma non esplicita. Il cambio tra Formigoni e Maroni in questo è stato radicale. Mentre il Celeste esprimeva per la propria amministrazione decise scelte anche e soprattutto sulle aziende partecipate, l’ex segretario leghista non intende avere ingerenze dirette, forse anche scottato dall’indagine ricevuta sulle due collaboratrici nell’affaire Expo. E quindi, le holding viaggiano da sole, parzialmente staccate dall’amministrazione regionale. Non è un caso che, dopo l’intervista di Bonomi, l’assessore ai Trasporti Pierfrancesco Maran, che ai tempi studiò il dossier di fusione tra Trenord e Atm, abbia osservato caustico: “Una intervista molto onesta. Ecco spiegato il motivo per il quale la fusione non si fece”.

@FabioAMassa