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Tumori, gli uomini muoiono sei anni prima delle donne. E parlarne è tabù

L’Istituto europeo di Oncologia di Milano aderisce a Movember, campagna internazionale di sensibilizzazione sui tumori maschili. I dati

Tumori, gli uomini vivono sei anni in meno delle donne. La campagna Movember

“Mo” come Moustache (baffi), da far crescere a novembre in segno di partecipazione: l’Istituto Europeo di Oncologia aderisce a Movember, la campagna internazionale di sensibilizzazione sui tumori maschili. Obiettivi: diffondere una corretta informazione, favorire la diagnosi precoce, promuovere la ricerca per aumentare l’efficacia dei trattamenti e ridurre la mortalita’. I dati internazionali confermano che gli uomini muoiono precocemente, in media 6 anni prima delle donne, e vivono in solitudine i problemi piu’ profondi, come una malattia tumorale: il 70% dichiara che gli amici possono contare su di lui, ma solo il 48% fa affidamento su un amico. “Movember e’ nato nel 2003 in Australia da due amici – spiega Ottavio De Cobelli, Direttore del Programma Urologia dello IEO – che hanno pensato di farsi crescere i baffi per una grande causa: “cambiare faccia alla salute degli uomini”. Volevano sottolineare come si parla troppo poco dei tumori maschili prima, durante, e dopo che la malattia si e’ manifestata. Oggi la Movember Foundation e’ uno degli organismi privati piu’ grandi al mondo, impegnato nella ricerca scientifica e nell’informazione sul cancro della prostata e del testicolo, e anche sulla salute mentale maschile”.

Tumore, per gli uomini è un argomento ancora tabù

“Ieo aderisce al 100% alle finalita’ di Movember – continua De Cobelli -. Gli uomini hanno scarsa cultura della prevenzione, quando si trovano di fronte a una possibile diagnosi sono terrorizzati e si informano molto meno attivamente delle donne. Inoltre, se si ammalano, parlano molto meno apertamente delle loro compagne dei disturbi e le paure. Ad esempio l’incontinenza e l’impotenza, che si possono presentare per periodi piu’ o meno brevi a seguito dei trattamenti, sono spesso ancora argomenti tabu’. Oggi invece parlarne e informarsi e’ importantissimo perche’ le opzioni di un eventuale trattamento sono diverse e possono davvero essere adattate al progetto di vita della persona. La regola d’oro e’ quella che vale per tutti i tumori: la diagnosi tempestiva salva la vita. E salva anche la qualita’ di vita. I nuovi casi di carcinoma prostatico sono 36.000 all’anno in Italia. E’ urgente pensare alla qualita’ di vita dopo la diagnosi di questo tumore, che ha un impatto sulla percezione della propria virilita’”. Per questo IEO e’ attivo sui cinque punti del Global Action Plan della Movember Foundation: biomarkers, sviluppare test piu’ efficaci che distinguano fra forme aggressive e forme a basso rischio di cancro alla prostata, esaminando specifiche molecole (biomarcatori) nel sangue, nelle urine, nei tessuti; Imaging, sviluppare nuove sostanze traccianti e nuove tecniche di diagnostica per immagini per una diagnosi piu’ precoce e precisa del tumore, anche se gia’ in fase di diffusione; sorveglianza attiva, identificare metodologie sempre piu’ accurate per il controllo regolare del tumore della prostata a lenta crescita, come alternativa alla terapia attiva; esercizio fisico; tumore del testicolo, indagare i meccanismi di recidiva di questo tumore, che colpisce i giovani, per capire perche’ guarisce nel 95% dei casi, ma nel 5% si ripresenta.

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