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Milano
"Tuttofood", il Salone agroalimentare delle nuove tendenze in Fiera

È tutto pronto. E, nella conferenza-tavola rotonda di mercoledì 22 mattina, a Palazzo Giureconsulti si potevano toccare con mano un entusiasmo e un’attesa ai massimi per l'edizione 2015 di "Tuttofood", il Salone Agroalimentare di Fiera Milano che aprirà i battenti dal 3 al 6 maggio 2015, in concomitanza con la prima settimana di apertura di Expo 2015.

Il Salone è cresciuto edizione dopo edizione e lo confermano i numeri presentati alla conferenza, ma non solo. “A spiegare l’evoluzione della manifestazione rispetto alle precedenti non bastano le statistiche di questa edizione – 2.838 espositori, in rappresentanza di 7mila marchi, una superficie totale di 180 mila metri quadri lordi distribuita su 10 padiglioni, con un tasso altissimo di fidelizzazione delle aziende edizione dopo edizione e un turn over esiguo, del solo 8% -  ha affermato Paolo Borgio, Exhibition Manager di "Tuttofood" – dato dall’attenzione per la filiera che abbiamo saputo offrire durante anni di accordi con le associazioni, incontri con le aziende, convegni aperti agli operatori”.

“Abbiamo adottato un approccio diverso dal solito – ha sottolineato il Presidente di Ipsos, Nando Pagnoncelli, -commentando una ricerca commissionata da "Tuttofood" sulle tendenze dell’alimentazione in casa e fuori casa – mettendo a confronto le attitudini in Italia e all’estero e focalizzandoci sul contrasto tra due fasce d’età interessanti: i Millennials (18-19 anni) e i Baby Boomers (50-64 anni). Il concetto di fondo è che la crisi ha reso le persone più attente e consapevoli – ha proseguito Pagnoncelli – spingendo alla ricerca di un equilibrio tra gratificazione e salute, tra etnico e tradizione, tra casa e fuori casa. Gli italiani si distinguono nel mondo per l’attenzione alla qualità degli ingredienti e la propensione a mangiare a casa, mentre le differenze generazionali incidono sul desiderio di sperimentare, più vivo nei giovani. Non c’è invece una dicotomia tra prodotti e industriali e non: il vero differenziale percepito è tra maggiore o minore qualità”.

Suggerimenti che sono stati discussi in una tavola rotonda con relatori quali lo chef stellato Carlo Cracco, il nutrizionista dell’Istituto Auxologico di Milano Raffaella Cancello e l’amministratore delegato del Gruppo VéGé, Giorgio Santambrogio.

“In passato il cuoco aveva il ruolo principale di tramandare e le cucine erano nascoste –  ha affermato Cracco –. Oggi invece la cucina è un luogo visibile e il cuoco è un autore che interpreta le tendenze: al livello più alto, si  tratta di lavorare con cibi esclusivi, spesso più costosi del loro valore intrinseco. Ma la vera sfida è mantenere la qualità anche sulle fasce di prezzo intermedie, ad esempio con la selezione dei fornitori e la scelta di ingredienti di pari qualità nutrizionale ma meno ‘prestigiosi’ e quindi meno costosi. In particolare vedo affermarsi molto un trend vegetariano-vegano in alto di gamma”.

“L’aspetto nutrizionale è fondamentale, soprattutto nel fuori casa e nei pasti di mezzogiorno – ha aggiunto Cancello –. Spesso i pazienti discutono con noi in dettaglio le etichette dei prodotti: è il segno che la sensibilità è cresciuta molto. La prevenzione è fondamentale e inizia dal carrello della spesa. Oggi il mercato offre molti prodotti validissimi da questo punto di vista ed è importante che il fuori casa continui a evolversi per rispondere a questa richiesta”.

“La GDO si è lentamente evoluta da punto vendita rivolto a un ‘consumatore’ a punto d’acquisto rivolto a un ‘acquirente’ e infine a ‘point of education’, come amo dire io, rivolto a persone-clienti – ha concluso Santambrogio –. Con il supporto dei brand dobbiamo puntare a sensibilizzare ancora di più le persone lavorando sugli assortimenti: ad esempio, sfoltire referenze che si distinguono solo per minime differenze di prezzo e introdurre invece sempre più prodotti originali, innovativi e nutrizionalmente equilibrati”.

Tags:
fiera milanotuttofood 2015carlo cracco







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