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Milano
Un milanese su cinque è straniero. Lo rivela il Rapporto Caritas

Secondo il 23esimo rapporto Immigrazione Caritas Migrantes 2013, presentato questa mattina nella sede di Caritas Ambrosiana, il numero degli studenti di origine straniera in Lombardia negli ultimi dieci anni e' quadruplicato, raggiungendo quota 191.526 presenze. Di questi, nell'anno 2012/2013 il 54% degli studenti delle scuole lombarde sono nati in Italia, con un picco dell'83% di bambini stranieri nelle scuole dell'infanzia. E' notevole l'apporto alla natalita' dato dalle donne straniere: in 22,5% del totale dei nati in Lombardia e' di origine straniera.

Secondo il 23esimo Rapporto Immigrazione Caritas Migrantes, "Tra crisi e diritti umani", presentato oggi nella sede di Caritas Ambrosiana, la Lombardia si conferma la regione con la più alta presenza di stranieri, superando ormai stabilmente il milione di presenze (1.028.663) pari al 23,4%. A causa della crisi, la metà di loro è a rischio povertà. Gli stranieri guadagnano in media la metà degli italiani, uno su quattro non riesce a pagare con regolarità affitti e bollette. Tuttavia, la Lombardia è ancora la regione in grado di offrire maggiori opportunità, spiega il rapporto. Un occupato straniero ogni quattro lavora qui. E tra i banchi di scuola la popolazione straniera continua a crescere. Negli ultimi dieci anni in Regione gli studenti figli di immigrati quadruplicano e toccano le 191.526 unità. Di questi oltre la metà è nata in Italia. Nel comune di Milano ormai quasi un cittadino su cinque è immigrato.

In Italia 1 occupato straniero su 4 lavora in Lombardia, soprattutto per quanto riguarda la componente extracomunitaria (26,5% del totale). Emerge dal 23esimo Rapporto Caritas sull'immigrazione. Quasi il 25% dei rapporti di lavoro con cittadini stranieri riguarda il settore "trasporti, comunicazioni, attività finanziarie ed altri servizi", seguito da "alberghi e ristoranti" (21,2%), "attività svolte da famiglie e convivenze" (18%) e "costruzioni" (12,8%). Rispetto al lavoro, i dati, spiega il Rapporto, "sottolineano il netto peggioramento del quadro occupazionale degli immigrati nel 2012. Ne deriva che se gli effetti della crisi non si manifestano chiaramente sul numero di presenze dei cittadini stranieri in Italia e in Lombardia, è invece evidente come la recessione economica stia colpendo la componente immigrata. Questo ha avuto come conseguenza che le famiglie dei migranti si sono ritrovate a fronteggiare la crisi in posizioni di svantaggio: il rischio di povertà interessa circa la metà degli stranieri (quindi con un'incidenza più che doppia rispetto alle famiglie italiane), e riguarda in particolare alcune comunità più di altre: quella ucraina sembra la più colpita. Una famiglia straniera ha in media un reddito pari al 56% di quello che percepisce una famiglia italiana. Un quarto degli stranieri non riesce a pagare con puntualità canoni di affitto e bollette".

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