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Alfa Romeo, 63 anni di berline sportive ad Auto e Moto d’Epoca 2026

Alfa Romeo, 63 anni di berline sportive ad Auto e Moto d’Epoca 2026

Dal 22 al 25 ottobre a BolognaFiere, Alfa Romeo ripercorre l’evoluzione della berlina sportiva con quattro modelli e i servizi Classiche.

Dal 22 al 25 ottobre 2026 Alfa Romeo torna ad Auto e Moto d’Epoca, ospitata a BolognaFiere, con un itinerario attraverso oltre sessant’anni di berline sportive. Quattro vetture, dalla Giulia TI Super del 1963 alla Giulia Quadrifoglio Super Sport del 2024, illustrano come il marchio abbia tradotto nel tempo una stessa idea: unire prestazioni da pista, tecnica ricercata e utilizzo stradale. Non una semplice esposizione di rarità, quindi, ma il confronto fra differenti modi di interpretare il piacere di guida.

Tre automobili storiche arrivano dalla collezione Heritage Hub Italy e sono normalmente custodite al Museo Alfa Romeo di Arese. La quarta è una serie speciale recente. Il filo conduttore permette di leggere anche le trasformazioni delle competizioni Turismo, dal modello di omologazione alle sofisticate vetture costruite per i campionati internazionali.

Giulia TI Super 1963: la berlina pronta per le corse

Ad aprire il percorso è la Giulia TI Super, presentata il 24 aprile 1963 a Monza. Nata per trasferire le qualità dinamiche della Giulia nelle competizioni, fu costruita in appena 501 esemplari. L’alleggerimento della carrozzeria, il celebre Quadrifoglio e il bialbero da 1,6 litri e 112 CV evidenziavano un’impostazione sportiva senza rinunciare all’architettura di una berlina.

La vettura divenne una base privilegiata per i preparatori e raccolse risultati nelle gare di categoria. È il punto di partenza del racconto: una quattro porte che dimostrava come spazio a bordo e vocazione agonistica potessero convivere, una formula destinata a diventare riconoscibile nell’identità Alfa Romeo.

75 Turbo Evoluzione: transaxle e omologazione Gruppo A

Il salto agli anni Ottanta porta alla Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione del 1987, prodotta in 500 esemplari per l’omologazione in Gruppo A. Sotto il cofano c’è il quattro cilindri bialbero turbo da 1.762 cm³, con intercooler; sotto la carrozzeria lavora l’architettura transaxle, con cambio al retrotreno e ponte De Dion. Una soluzione che privilegiava la distribuzione delle masse e la precisione di guida.

Passaruota pronunciati, spoiler e appendici aerodinamiche raccontano una berlina definita anche dai regolamenti sportivi. La 75 Evoluzione fu concepita per consentire la presenza del marchio nel Mondiale Turismo del 1987 con squadre ufficiali e private. Sullo stand rappresenta la stagione in cui sovralimentazione e aerodinamica diventano strumenti essenziali della competitività.

155 V6 TI ITC: 490 CV e tecnologia da competizione

Con la 155 V6 TI “ITC” del 1996 l’itinerario raggiunge uno dei vertici tecnici delle corse Turismo. La vettura deriva dal programma sportivo che aveva portato Alfa Romeo al titolo DTM 1993 con Nicola Larini, ma appartiene a una generazione di prototipi da gara sempre più specialistici.

Fra le soluzioni più significative spicca il V6 a 90 gradi, progettato per contenere l’altezza del baricentro e capace, secondo i dati diffusi dal marchio, di sviluppare 490 CV a quasi 12.000 giri/min. Introdotto durante la stagione 1996, il motore testimonia una ricerca estrema su prestazioni, massa e risposta meccanica. Il nome della berlina resta, ma la tecnologia è ormai quella di un’automobile da corsa.

Giulia Quadrifoglio Super Sport: la tradizione nel presente

Il collegamento con l’attualità è affidato alla Giulia Quadrifoglio Super Sport del 2024, serie limitata a 275 unità. È un omaggio alla vittoria Alfa Romeo nella Mille Miglia 1928, ottenuta dalla 6C 1500 Super Sport con Campari e Ramponi. Il richiamo storico passa anche dall’emblema Quadrifoglio a fondo nero, una reinterpretazione insolita del simbolo sportivo del marchio.

La meccanica comprende il 2.9 V6 da 520 CV e un differenziale autobloccante meccanico. All’esterno e nell’abitacolo compaiono fibra di carbonio, cerchi bruniti da 19 pollici, inserti in carbonio 3D rosso e targhetta numerata. È la dimostrazione di come Alfa Romeo continui a proporre una berlina ad alte prestazioni pensata anche per la strada, pur con caratteristiche da prodotto esclusivo.

Alfa Romeo Classiche: certificazioni e restauro

La presenza a Bologna è anche una vetrina per Alfa Romeo Classiche, struttura dedicata alla conservazione del patrimonio automobilistico. I visitatori potranno informarsi sul Certificato di Origine, che ricostruisce i dati di fabbrica dei veicoli, sulla Certificazione di Autenticità, rivolta alla verifica dell’esemplare, e sui servizi di Restauro. Per chi possiede un’Alfa storica si tratta di strumenti utili a documentarne identità, configurazione e percorso conservativo.

Il ruolo delle vetture provenienti da Arese va quindi oltre il richiamo espositivo: mostra perché la documentazione e la corretta conservazione siano parte della storia industriale tanto quanto le vittorie sportive.

Lancia nello stand ACI: Alfa Sport e Fulvia HF

La rassegna ospita inoltre, nello stand dell’Automobile Club d’Italia (ACI), due modelli Lancia legati ai 120 anni del marchio torinese: la Alfa Sport del 1907, fra le prime protagoniste dell’attività agonistica della casa, e la Fulvia HF del 1972, associata alla vittoria al Rallye Monte-Carlo con Sandro Munari e Mario Mannucci. La celebre “Fulvia-14” completa così il quadro di un patrimonio italiano costruito sulle competizioni.

Ad Auto e Moto d’Epoca 2026, il percorso Alfa Romeo offre una chiave di lettura precisa: dalle berline omologate per correre alle evoluzioni più radicali del Turismo, fino alla moderna Quadrifoglio, la sportività è rimasta un elemento tecnico e culturale, non soltanto un dettaglio estetico. Il confronto diretto fra le quattro auto permette inoltre di osservare il mutamento delle proporzioni, delle soluzioni aerodinamiche e delle architetture meccaniche, senza perdere di vista il legame fra strada e circuito. È proprio questa continuità, fra memoria e innovazione, a rendere riconoscibile la berlina sportiva del Biscione anche per un pubblico che non ha vissuto le sue stagioni agonistiche.

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