Sono passati 12 anni da quando fu lanciata per la prima volta la Audi TT e, onestamente, i tecnici della Casa di Ingolstadt si sono superati nel rinnovarla, rendendola ancor più dinamica. Auto che vince, quindi, non si cambia ma si… ritocca.
Così, piace il frontale dominato da linee orizzontali, il single-frame largo e piatto, con listelli che suddividono le prese d’aria collegate tra loro; si distingue il profilo, sia nella TT sia nella TTS che, per fortuna, non si distacca molto da quello della prima generazione e si fa apprezzare anche il posteriore con le sue linee orizzontali che accentuano la sportività di questa bella Coupé.
I listelli dei gruppi ottici posteriori con tanto di tecnologia LED (di serie), prendono il motivo dei fari anteriori e si accendono insieme alle luci diurne (è un’altra novità). Con la lunghezza di 4,177 m, la larghezza di 1,832, l’altezza di 1,353 e con una passo di 2,505 m, le nuove TT e TTS hanno un bagagliaio sorprendente per una vettura di questo genere (da 565 a 1,680 litri). L’abitacolo è tipicamente Audi ed è stato pensato soprattutto per il piacere del guidatore che ha a disposizione un’ottima posizione di guida, impreziosita da un volante stile “Formula 1” dove tutto e gestibile senza mai staccare le mani (e disponibile in due varianti); un sedile super ergonomico e un’ottima visibilità. Dulcis in fundo, la novità più importante: l’Audi Virtual cockpit.
Nella nuova TT gli strumenti analogici e il monitor MMI sono sostituiti dall’“Audi virtual cockpit”, uno strumento digitale molto versatile e potente che permette al guidatore di scegliere tra due diverse possibilità di visualizzazione del display digitale da 12,3 pollici. Nella visualizzazione classica sono in primo piano tachimetro e contagiri. In modalità “Infotainment” passano in primo piano elementi come la mappa di navigazione, e gli strumenti circolari vengono visualizzati più in piccolo. Inoltre, nella TTS esiste la possibilità di visualizzare al centro il contagiri e di accentuare, così, l’affinità con il mondo delle gare.
Se dal punto di vista estetico le nuove Audi TT e TTS non hanno mezze misure (piacciono o non piacciono), dal punto di vista delle prestazioni non possono mai essere messe in discussione. Scriviamo ciò dopo averle provate con grande entusiasmo nei dintorni di Malaga (la versione TT) e nell’impegnativo circuito Ascari (la versione TTS), dove ci siamo sbizzarriti nel pigiare con “cattiveria” sull’acceleratore, nel frenare con decisione e nel derapare con la consapevolezza di guidare una vettura assolutamente sicura (da favola lo sterzo). Dopotutto, la pista è il luogo ideale per tirar fuori tutto quello che una vettura può dare e, parola nostra, la TTS ( ma anche la TT) può dare moltissimo. Merito soprattutto dei suoi motori, tutti con il sistema start&stop di serie: il 2.0 TFSI 230 CV con cambio manuale (41.190 euro), lo stesso 2.0 TFSI quattro S tronic (46.190 euro) e il 2.0 TDI ultra da 184 CV (40.990 euro). Ovviamente è presente il sistema di regolazione della dinamica di marcia “Audi drive select” che è in opzione nella TT e di serie nella TTS.
Sia nella TT, sia nella TTS il motore 2.0 TFSI è abbinato di serie a un cambio manuale a sei marce; a richiesta è invece disponibile il cambio S tronic a sei rapporti. Il cambio a doppia frizione cambia le marce in modo fulmineo e senza che siano percepibili interruzioni nel flusso di potenza; in modalità manuale può essere azionato tramite bilancieri al volante. Nella modalità “efficiency” del sistema “Audi drive select” il cambio S tronic passa automaticamente in folle quando il guidatore toglie il piede dall’acceleratore.
A proposito di pista, nel Gran Premio Nuvolari 2014 che si svolgerà nei giorni 19,20 e 21 settembre (Audi da ben 17 anni è partner di questa affascinante gara di regolarità), la Casa dei quattro anelli presenterà in anteprima la TT Nuvolari Limited Edition: spinta dalla motorizzazione 2.0 TDI ultra 184 CV, sarà prodotta in soli 100 esemplari, in onore del fatto che Nuvolari, in tutta la sua carriera, fece registrare 100 volte il giro veloce nelle competizioni in circuito e, nel corso della sua lunga carriera, fu in grado di salire oltre 100 volte sul gradino più alto del podio.
M.R.






