Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Auto e Motori » Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali

Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali

Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali

Chiude il Motor Valley Fest 2026 con 70mila presenze, 200 relatori e un messaggio netto: l’Europa deve tornare protagonista nell’automotive globale.

Si chiude l’ottava edizione del Motor Valley Fest con oltre 70.000 presenze in quattro giorni, 200 relatori internazionali20 tavoli di lavoro1.400 partecipanti ai convegni e 1.500 ai Talent Talk. I numeri contano, ma non sono il punto. Il punto è che Modena ha ospitato per quattro giorni il confronto più denso che l’industria automobilistica europea sia riuscita a organizzare nel 2026 su intelligenza artificiale, transizione energetica, manifattura avanzata e governance industriale. In un settore che sta attraversando la sua trasformazione più profonda dagli anni del dopoguerra, avere in un’unica città i CEO di Ferrari, Lamborghini, Ducati, Maserati, Pagani e Dallara  insieme a McKinsey, Amazon Zoox, Confindustria e al Commissario AI della Presidenza del Consiglio  non è folklore. È la misura di quanto il distretto emiliano sia diventato un nodo strategico del dibattito globale sulla mobilità.

Per il settore automotive, il Motor Valley Fest ha smesso da tempo di essere un evento di comunicazione per diventare qualcosa di più utile: un termometro delle tensioni e delle direzioni che l’industria sta elaborando lontano dalle dichiarazioni ufficiali dei quartier generali. Quello che si dice a Modena in maggio tende a tradursi in decisioni industriali nel corso dell’anno.

Il filo conduttore dell’edizione 2026  “Global Trends, New Frontiers and Human Responsibility”  era abbastanza generico da contenere tutto, ma la discussione reale si è coagulata attorno a un’unica domanda: l’Europa è ancora un attore industriale sovrano nel settore automotive e nelle tecnologie che lo governeranno, oppure sta scivolando verso un ruolo di mercato di consumo per tecnologie sviluppate altrove?

La risposta emersa dai convegni non è stata rassicurante. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha chiesto esplicitamente all’Unione Europea di smettere di fare “l’arbitro tra USA e Cina” e di tornare protagonista nella difesa della propria sovranità industriale. Padre Paolo Benanti, Commissario AI della Presidenza del Consiglio, ha spiegato come la “software defined reality”  il paradigma in cui gli oggetti fisici, automobile incluse, sono governati da software che i produttori non controllano più interamente  stia spostando il potere dagli Stati agli hyperscaler tecnologici. Daniele Pucci di Generative Bionics ha lanciato un appello diretto a investire in tecnologie dirompenti per evitare la dipendenza europea da sistemi sviluppati in Cina e negli Stati Uniti.

È un dibattito che non si esauriva nei convegni: entrava direttamente nelle strategie dei marchi presenti. Come si costruisce un veicolo elettrico competitivo se le batterie vengono dalla Cina, i semiconduttori dagli Stati Uniti e il software dagli hyperscaler americani? Questa è la domanda industriale reale che la Motor Valley sta cercando di rispondere con i propri strumenti  artigianalità, ingegneria, filiera corta, know-how accumulato  sapendo che non sono sufficienti da soli.

Tra le sezioni del festival, quella che racconta meglio la direzione di lungo periodo della Motor Valley è il blocco dei Talent Talk: dieci incontri tra imprese, università e ricercatori che hanno registrato 1.500 partecipanti al Teatro del Collegio San Carlo. Non sono numeri da evento di massa, ma da confronto ad alta intensità e in questo sta il loro valore.

Le aziende presenti DallaraDucatiFerrariLamborghiniPagani, insieme a HPE GroupLoccioniVisa Cash App – Racing BullsMUNER e Accenture  non si sono sedute ai tavoli dei Talent Talk per fare recruiting. Si sono sedute perché il problema della carenza di competenze tecniche nelle discipline che servono all’automotive del futuro  ingegneria del software, gestione dei dati, progettazione di sistemi elettrici, robotica  è uno dei vincoli più concreti alla crescita del distretto. Un’azienda che non riesce a trovare e trattenere ingegneri di software embedded non può costruire il veicolo definito dal software che il mercato richiede, indipendentemente da quanto sia buono il suo motore.

In Piazza Grande, il Villaggio Università e Formula SAE ha messo in scena la stessa logica su un piano più visibile: 11 università italiane e 16 team impegnati in una competizione di design ingegneristico che è insieme formazione, selezione e vetrina per le aziende che cercano i progettisti di domani. È uno dei meccanismi più efficaci con cui un distretto industriale rinnova il proprio capitale umano senza affidarsi interamente al mercato del lavoro tradizionale.

Tra gli eventi competitivi, il Driving Innovation Hackathon alla sua quinta edizione ha premiato il team Origin 37.14per un sistema di fissaggio basato su materiali a memoria di forma  una tecnologia che consente di sincronizzare e velocizzare le operazioni di montaggio e smontaggio in modo significativo rispetto ai sistemi tradizionali. Non è un progetto accademico astratto: è esattamente il tipo di soluzione che una linea di assemblaggio della Motor Valley può assorbire direttamente, riducendo i tempi di ciclo e migliorando l’ergonomia degli operatori.

L’hackathon, promosso da Motor Valley Accelerator in collaborazione con MUNER e Sistema Invitalia Startup, ha visto competere studenti e ricercatori da tutta Italia e dall’estero. È uno dei canali attraverso cui il distretto cerca di intercettare innovazioni che nascono fuori dai laboratori interni delle grandi case, portandole dentro la filiera prima che vengano sviluppate altrove.

Sul fronte delle esposizioni, il “Best of Motor Valley” allestito nel Cortile d’Onore dell’Accademia Militare ha confermato di essere la parte del festival con il maggiore impatto sul pubblico generalista: supercar contemporanee, moto e vetture storiche dei marchi che hanno costruito la reputazione del distretto, in uno degli spazi architettonici più suggestivi di Modena.

Il 26° Concours d’Elégance Trofeo Salvarola Terme ha portato in gara esemplari di rarità assoluta. Tra i più significativi, una delle sole due Aston Martin DBS prototipi costruiti dalla Carrozzeria Touring  un pezzo che condensa in un’unica carrozzeria la storia della collaborazione tra la manifattura italiana e i costruttori britannici di eccellenza  e, fuori concorso, un’Auto Avio Costruzioni 815 del 1940, la prima automobile progettata da Enzo Ferrari, e un’Alfa Romeo Touring Disco Volante del 1952. Non sono solo oggetti da museo: sono la prova fisica che la Motor Valley esiste da prima del marketing e durerà oltre ogni ciclo di moda.

Un segnale interessante sul fronte dell’audience development è venuto dalla Sim Racing Arena di Piazza Grande, realizzata con Lenovo: simulatori di ultima generazione aperti al pubblico, che hanno registrato code e attese nel corso di tutta la manifestazione. Non è solo intrattenimento. Per i costruttori presenti, il sim racing è uno strumento di fidelizzazione verso le generazioni di potenziali acquirenti che hanno già una relazione con i brand attraverso i videogiochi prima ancora di avere la patente.

La logica è la stessa che ha portato Ferrari, Lamborghini e gli altri marchi della Motor Valley a presidiare il mondo del gaming: il cliente che compra una supercar nel 2035 oggi ha diciott’anni e gioca su simulatore. Incontrarlo a Modena, nel contesto fisico del festival, costruisce un legame con il territorio e con i brand che nessuna campagna digitale può replicare con la stessa efficacia.

La presenza di giornalisti e content creator da USA e Giappone  invitati da APT Servizi Emilia-Romagna per un educational tour tra ParmaModena e Bologna racconta la dimensione turistica del festival con numeri piccoli ma significativi. Non si tratta di copertura mediatica di massa: si tratta di un posizionamento molto preciso su pubblicazioni come Fodor’s TravelInsideHookWander Magazine e il trimestrale nipponico Octane Japan, che raggiungono esattamente il pubblico dei viaggiatori alto-spendenti con un interesse per l’automotive di qualità.

Per una regione che ha costruito parte della propria attrattività internazionale sul connubio tra Food Valley e Motor Valley, portare questi media sul territorio è un investimento a rendimento lento ma strutturale: chi legge di Modena su Octane Japan e viene a visitarla non compra solo un’esperienza turistica, ma entra nell’ecosistema che genera richiesta per i prodotti e indirettamente per i veicoli  che il distretto produce.

Quattro giorni, 70.000 presenze, 200 relatori, 20 tavoli di lavoro. Questi sono i dati. Ma ciò che resta del Motor Valley Fest 2026 è qualcosa di meno misurabile e più importante: la conferma che un distretto industriale può organizzare il proprio dibattito pubblico sulle trasformazioni in atto senza aspettare che siano le istituzioni nazionali o europee a farlo. Modena non ha aspettato che Bruxelles decidesse la direzione dell’automotive: si è seduta a un tavolo e ha chiamato chi stava decidendo  Amazon, McKinsey, Confindustria, il governo italiano  a confrontarsi con chi produce.

Il sindaco Massimo Mezzetti ha riassunto questa logica con precisione: “A competere non sono le singole aziende, ma l’intero sistema territoriale.” È una frase che vale più di molti piani industriali.

Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali
Chiude il Motor Valley Fest 2026: numeri record e sfide globali