Roma potrebbe essere una delle prossime città italiane a vedere un autobus muoversi senza nessuno al volante. Certo, non accadrà che da un giorno all’altro mezzi completamente autonomi inizino a circolare per le vie della Capitale, ma l’intenzione sembra comunque essere proprio quella. Il 26 agosto scorso, infatti, l’amministrazione ha pubblicato un avviso, che resterà aperto fino al prossimo 31 dicembre, per individuare operatori interessati a collaborare alla sperimentazione di veicoli a guida autonoma di livello SAE 4. Insomma, il Comune sta cercando partner tecnologici con cui costruire un percorso che, almeno nelle intenzioni, potrebbe rivoluzionare completamente il trasporto pubblico romano.
Dal Gazometro al ClicBus, così Roma potrebbe prepararsi alla sperimentazione

Il livello SAE 4 indica una guida altamente automatizzata nella quale il mezzo di trasporto può occuparsi autonomamente di tutte le funzioni, ma soltanto entro determinate aree e condizioni operative. Proprio per questo, si starebbe cercando di dare il via ad una fase di sperimentazione, per verificare e capire fin dove sia possibile spingersi. A tal proprio, un luogo particolarmente significativo potrebbe essere ROAD – Rome Advanced District, al Gazometro. Qui esiste già Full Road, un circuito urbano dedicato ai test della guida autosufficiente in condizioni reali. Il progetto mette insieme veicoli autonomi e connessi, infrastrutture digitali e una control room capace di monitorare le operazioni e le prestazioni dei mezzi. C’è persino un Digital Twin del distretto, cioè una rappresentazione digitale dell’ambiente urbano che può essere utilizzata per simulare situazioni e rischi. Del resto, prima di immettere su strada un bus in grado di muoversi da solo tra semafori, pedoni, biciclette, monopattini elettrici, scooter e automobili, bisogna capire se la tecnologia sia adatta alla realtà urbana.
Tra le ipotesi sul tavolo, inoltre, c’è quella di testare la funzionalità su servizi flessibili come Clicbus, il bus a chiamata di Atac ampliato lo scorso luglio. Anziché immaginare sin da subito grandi autobus autonomi sulle arterie più trafficate della città, dunque, si potrebbe partire da percorsi e modalità più controllabili. Del resto, il suo principio è già quello di adattarsi alle richieste degli utenti e l’automatizzazione potrebbe aggiungere ulteriore flessibilità e accessibilità, soprattutto per raggiungere zone o categorie di cittadini che oggi hanno meno possibilità o più difficoltà a spostarsi.
L’obiettivo, però, non è quello di acquistare da subito una flotta di autobus adeguati allo scopo, perché l’avviso ha una natura esplorativa e sarà necessario studiare un metodo efficace per mettere in pratica l’iniziativa, affinché possa apportare un reale miglioramento alla difficile mobilità capitolina. Il traguardo dichiarato dall’amministrazione è comunque ambizioso, ossia arrivare all’omologazione del primo veicolo completamente autonomo di livello 4 destinato al servizio degli utenti in Italia, benché la normativa attuale rimanga legata alla presenza di un conducente umano. Perciò, gli strumenti potrebbero essere pronti ancor prima delle regole necessarie per poterli utilizzare davvero sulle strade.


