Dacia Sandriders: Al-Attiyah trionfa e mette nel mirino il Dakar - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 20:07

Dacia Sandriders: Al-Attiyah trionfa e mette nel mirino il Dakar

Al-Attiyah vince la penultima tappa e sale a 50 successi: eguagliati Peterhansel e Vatanen. Dacia vicina al colpo grosso, Loeb ci crede.

di Giovanni Alessi

C’è un modo preciso per misurare la grandezza alla Dakar: non solo vincere, ma farlo quando conta davvero.

Nasser Al-Attiyah lo ha fatto nella penultima giornata, portandosi a quota 50 vittorie di tappa in carriera e raggiungendo due nomi che, in questa gara, sono quasi mitologia: Stéphane Peterhansel e Ari Vatanen. Un numero che pesa, perché non arriva in un giorno qualunque: arriva con la classifica da gestire, la pressione addosso e l’ombra del traguardo a un passo.

Da 17° in partenza al miglior tempo: la tappa “sporca” vinta di mestiere

Il successo è maturato in un tratto cronometrato da 311 chilometri, da Al Henakiyah a Yanbu, su un percorso tutt’altro che lineare: sezioni veloci alternate a passaggi più guidati, strade strette, letti di fiumi e piccoli cordoni di dune. Al-Attiyah e il navigatore Fabian Lurquin sono partiti 17esimi, una posizione che spesso ti costringe a rincorrere la polvere e le tracce degli altri. Loro, invece, hanno trasformato quella scelta obbligata in un vantaggio: progressione pulita, ritmo alto senza strappi, e un tempo finale da squadra che sa esattamente cosa sta facendo: 3h21m52s.

Dacia Sandriders consolida il vantaggio: il rally si decide negli ultimi 105 km

Questo risultato non è “solo” una tappa in bacheca: è una giornata che rafforza il controllo del team sui momenti più delicati del rally. Dopo dodici giorni, la Dakar non la vince chi è più veloce in assoluto, ma chi riesce a tenere insieme velocità, navigazione e lucidità quando il percorso si fa cattivo. Ora restano i chilometri decisivi dell’ultima frazione (circa 105 km): la distanza perfetta per ribaltare tutto con un errore, ma anche quella in cui un margine importante può diventare gestione intelligente.

Loeb tra forature ed errore: il podio però è a 29 secondi

Dietro, la battaglia non è finita. Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger hanno vissuto una di quelle tappe che alla Dakar ti tolgono più di quanto ti concedano: due forature e un episodio di navigazione nel finale che è costato tempo e posizioni. Il risultato è un passaggio dal terzo al quarto posto nella generale, ma con un dettaglio che mantiene tutto aperto: il podio è ancora lì, a 29 secondi. In una gara dove una scelta di traiettoria su un pietraio può trasformarsi in un minuto perso, quei secondi non sono una condanna: sono un invito a provarci fino all’ultimo roadbook.

Moraes in modalità sopravvivenza, Gutiérrez “scudiera”: la Dakar di squadra

La penultima tappa ha ricordato, ancora una volta, che non esiste una Dakar facile nemmeno per chi ha il numero uno sulla fiancata. Lucas Moraes e Dennis Zenz, campioni del mondo e alla prima Dakar con i Dacia Sandriders, hanno chiuso una giornata complicata, anche per loro con due pneumatici danneggiati, restando comunque agganciati alla top 6: sono sesti, a 18 secondi dalla posizione davanti.
E poi c’è il lavoro che non fa rumore ma che spesso decide l’esito di un rally: Cristina Gutiérrez e Pablo Moreno hanno guadagnato una posizione nella generale, salendo al 12° posto, ma soprattutto hanno gestito la tappa con un compito preciso: restare in zona per supportare Al-Attiyah e Lurquin, pronti a intervenire in caso di necessità. È la Dakar nel suo formato più autentico: non solo talento, ma strategia.

Il “metodo” Al-Attiyah: spingere senza farsi male

La sensazione, guardando come è maturato il successo, è che Al-Attiyah abbia scelto la strada più difficile e più efficace: non difendersi, ma guidare in controllo. Un equilibrio sottile, soprattutto in una tappa piena di pietre dove la foratura è sempre dietro l’angolo. Il risultato è una vittoria che sa di maturità sportiva prima ancora che di velocità: una di quelle giornate in cui fai tutto bene e non lasci appigli a chi ti insegue.

La Sandrider evolve: peso, raffreddamento e comfort, con carburante sostenibile

Intanto, mentre il rally va verso l’epilogo, emerge anche il lavoro fatto dietro le quinte. La Dacia Sandrider continua a correre con carburante sostenibile Aramco e pneumatici BFGoodrich, ma viene affinata nei punti che, alla Dakar, sono spesso più importanti della potenza: riduzione del peso, impianto di raffreddamento più efficiente, maggiore visibilità, più affidabilità e un comfort migliore per chi passa ore a guidare e navigare in condizioni al limite. Il tutto accompagnato da una livrea aggiornata, con più arancione e un’identità visiva più aggressiva: un dettaglio estetico, certo, ma anche un modo per raccontare che il progetto non si accontenta di “esserci”.

Ultimo giorno: margine da gestire, podio da inseguire

Ora la Dakar è davanti al suo bivio finale. Al-Attiyah e Lurquin hanno in mano una situazione favorevole, ma l’ultima tappa non è mai una passerella: è un controllo qualità estremo, un test di concentrazione fino al traguardo. Alle spalle, Loeb ha una missione chiara: trasformare quei 29 secondi in un colpo da campione, sapendo che in un rally così basta una pietra nel posto sbagliato per cambiare tutto. E per Dacia Sandriders sarebbe un finale da fotografia: record personale, possibilità di doppio risultato pesante e una squadra che, a questa Dakar, sta lasciando un segno molto più profondo dei numeri.

RISULTATI (NON UFFICIALI) DELLA DODICESIMA TAPPA DEL DAKAR RALLY

Al Henakiyah – Yanbu

Distanza tappa: 311 km Distanza collegamento: 409 km Distanza totale: 720 km

1° Nasser Al-Attiyah (QAT)/Fabian Lurquin (BEL), 3h21m52s

7° Sébastien Loeb (FRA)/Édouard Boulanger (FRA), 3h27m05s

12° Cristina Gutiérrez (ESP)/Pablo Moreno (ESP), 3h31m25s

16° Lucas Moraes (BRA)/Dennis Zenz (GER), 3h38m26s

RISULTATI PROVVISORI (NON UFFICIALI) IN CLASSIFICA GENERALE DEL DAKAR RALLY DOPO LA DODICESIMA TAPPA – CATEGORIA ULTIMATE

1° Nasser Al-Attiyah (QAT)/Fabian Lurquin (BEL), 48h01m51s

4° Sébastien Loeb (FRA)/Édouard Boulanger (FRA), +23m50s

7° Lucas Moraes (BRA)/Dennis Zenz (GER), +53m35s

12° Cristina Gutiérrez (ESP)/Pablo Moreno (ESP), +1h36m24s

RALLY DAKAR: IL NUMERO DA NON DIMENTICARE

50: Nasser Al-Attiyah detiene il record di maggior numero di tappe vinte al Rally Dakar insieme a Stéphane Peterhansel e Ari Vatanen, dopo aver conquistato la dodicesima tappa.

IL GIORNO DOPO: TAPPA 13, 17 GENNAIO

La tredicesima e ultima tappa del Rally Dakar 2026 consta di due parti distinte. Dopo aver affrontato un paesaggio montuoso su sentieri sterrati, dove è fondamentale prestare attenzione in curva, c'è un breve collegamento prima dell'ultimo tratto cronometrato che termina vicino al bivacco di Yanbu.

Distanza tappa: 105 km Distanza collegamento: 33 km Distanza totale: 138 km.