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Gruppo Chery, oltre 2,5 milioni di veicoli venduti nel 2026

Gruppo Chery, oltre 2,5 milioni di veicoli venduti nel 2026

I due marchi Chery crescono in Italia e guadagnano quota tra i privati. A livello globale aumentano le esportazioni e le vendite elettrificate.

Nonostante il calo del mercato italiano su settembre, OMODA & JAECOO mettono a segno il miglior risultato mensile del 2026. A ottobre i due marchi del Gruppo Chery registrano 5.040 immatricolazioni, in crescita del 7,7% sul mese precedente. A fine mese, la quota di mercato è salita al 3,77%, +0,46 punti. Nello stesso confronto, il mercato nazionale ha perso il 5,3%, fermandosi a 133.715 vetture.

La crescita in Italia passa da OMODA e dai clienti privati

Il dettaglio dei marchi mostra andamenti differenti: OMODA raggiunge 2.704 targhe, con un progresso del 16,2% su settembre, mentre JAECOO si attesta a 2.336 unità, in lieve calo dello 0,6%. Il dato riguarda le immatricolazioni, non necessariamente la domanda finale.

Il canale dei privati offre un altro indicatore della presenza commerciale: 3.486 vetture immatricolate su 76.973 complessive, per una quota del 4,53%, superiore di 0,27 punti a quella di settembre. Nei primi dieci mesi del 2026 i due marchi totalizzano 37.985 immatricolazioni, pari al 2,68% del mercato. Dall’inizio dell’anno la quota mensile è passata dall’1,78% di gennaio al 3,77% di ottobre, un avanzamento che fotografa la maggiore penetrazione dei brand nel mercato italiano.

Chery supera 2,5 milioni di veicoli nei dieci mesi

La progressione italiana si inserisce nel quadro internazionale del Gruppo Chery, che comprende anche i marchi CHERY, LEPAS e iCAUR. Nel mondo, a ottobre, il gruppo dichiara 295.934 veicoli venduti, il 5,3% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Nel periodo gennaio-ottobre le vendite complessive raggiungono 2.502.723 unità, con una crescita del 9,3% su base annua. Il comunicato non riporta ricavi, utili o margini per misurare l’effetto sui conti.

Esportazioni oltre quota 200.000: il peso dei mercati esteri

Il capitolo più rilevante per la dimensione industriale è quello dell’export. In ottobre Chery ha esportato 200.618 veicoli, registrando un aumento del 58,7% rispetto a un anno prima. È la terza volta nel 2026 che il volume mensile supera la soglia delle 200.000 unità. Nei primi dieci mesi, le esportazioni sono arrivate a 1.751.766 veicoli, in crescita del 64,8%. Il gruppo si definisce primo esportatore cinese di veicoli: un primato riportato nel comunicato aziendale e non verificato qui con una graduatoria indipendente.

Veicoli a nuova energia: un altro massimo mensile

Accanto all’espansione all’estero aumenta il contributo dei NEV, categoria che nel comunicato comprende auto elettriche e ibride plug-in. A ottobre le vendite hanno raggiunto 140.893 unità, il 27,7% in più su base annua: per Chery è un nuovo record mensile e il settimo mese consecutivo sopra le 100.000 unità. Da gennaio a ottobre i volumi NEV ammontano a 999.417 veicoli (+43,2%) e superano, secondo la società, l’intero risultato del 2025. Il gruppo richiama inoltre i dati della China Passenger Car Association, secondo cui da aprile figura tra i primi tre per volumi NEV.

Europa, vendite in aumento e rete commerciale da consolidare

Nel mercato europeo, secondo i dati Dataforce riportati da Chery, le vendite dei primi nove mesi del 2026 hanno raggiunto 292.000 veicoli in 24 Paesi, con un aumento del 182% rispetto allo stesso periodo del 2025. Più di 146.000 unità sono NEV, in crescita del 251%. La società segnala inoltre nel Regno Unito i risultati di agosto e settembre, rispettivamente 8.618 e 32.830 unità, e il primo posto mensile nelle vendite secondo le proprie rilevazioni.

Per l’industria automobilistica, i numeri descrivono una fase di espansione commerciale su più mercati. Restano però da distinguere la crescita delle immatricolazioni, l’aumento delle esportazioni e i risultati economici: non sono indicatori intercambiabili. Il comunicato non quantifica la redditività delle attività europee, né gli investimenti necessari per sostenere la distribuzione. Il punto verificabile è l’aumento della presenza di OMODA & JAECOO in Italia e dei volumi globali del Gruppo Chery, sostenuti soprattutto dall’export e dai veicoli elettrificati.

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