Nuova Charger con 3.0 biturbo Hurricane fino a 550 HP o Daytona elettrica da 670 HP. Le prestazioni superano le precedenti HEMI.
Dodge Charger cambia profondamente sotto il cofano senza rinunciare alle prestazioni: la nuova generazione arriva a 670 HP con la Daytona elettrica e a 550 HP con la Scat Pack SIXPACK equipaggiata con il nuovo 3.0 sei cilindri biturbo Hurricane. Due strade molto diverse, entrambe sviluppate sulla piattaforma STLA Large, con le quali Dodge prova a trasferire il concetto di muscle car nell’era dell’elettrificazione.La novità più significativa riguarda proprio l’offerta dei motori. Le nuove Charger termiche SIXPACK prendono il posto delle precedenti versioni HEMI con un sei cilindri in linea 3.0 biturbo, mentre la Daytona utilizza un’architettura elettrica a 400 volt e due moduli di trazione, uno per asse. La trazione integrale è di serie sulla nuova gamma, ma sulle SIXPACK può essere trasformata a richiesta in posteriore, inviando il 100% della coppia alle ruote dietro.
Charger SIXPACK, il 3.0 biturbo supera i precedenti HEMI
Il passaggio dal V8 al sei cilindri non significa una riduzione delle prestazioni. I numeri forniti da Dodge indicano anzi il contrario.La Charger R/T SIXPACK sviluppa 420 HP e 634 Nm, contro i 370 HP e 536 Nm della precedente R/T 5.7 HEMI. L’incremento è quindi di 50 HP e 98 Nm. Anche l’accelerazione migliora: lo 0-100 km/h scende da 5,1 a 4,6 secondi e il quarto di miglio da 13,5 a 12,9 secondi.Il salto è ancora più evidente sulla Charger Scat Pack SIXPACK. Il nuovo Hurricane High Output raggiunge 550 HP e 720 Nm, rispettivamente 65 HP e 76 Nm in più rispetto alla precedente Scat Pack con HEMI 6.4 da 485 HP. Lo 0-100 km/h viene completato in 3,9 secondi contro 4,2, mentre il quarto di miglio richiede 12,2 secondi.Il sei cilindri utilizza due turbocompressori controrotanti per limitare il turbo lag, iniezione diretta a 350 bar e doppio albero a camme con fasatura variabile indipendente. Sulla Scat Pack l’88% della coppia massima è già disponibile a 2.500 giri/min e oltre il 90% rimane utilizzabile tra 3.000 e 6.000 giri/min.Per Dodge è un passaggio industriale e culturale importante: la Charger continua a offrire un motore a benzina ad alte prestazioni, ma lo fa senza il V8 che per decenni ha rappresentato uno dei simboli delle muscle car americane.
Dodge Charger Daytona: 670 HP e 0-100 in 3,3 secondi
Al vertice della gamma per prestazioni si colloca però la Charger Daytona Scat Pack elettrica da 670 HP. Dodge dichiara uno 0-100 km/h in 3,3 secondi e il quarto di miglio in 11,5 secondi.La piattaforma STLA Large ospita in questo caso una batteria da 100,5 kWh, capace di una potenza massima di scarica di 550 kW. I moduli elettrici anteriori e posteriori gestiscono la trazione integrale; quello anteriore può scollegare le ruote per migliorare efficienza e autonomia, mentre al posteriore è presente un differenziale meccanico autobloccante.A disposizione c’è inoltre il PowerShot, che aggiunge 40 HP per 10 secondi. Le modalità Track e Drag modificano la gestione della vettura per circuito e accelerazione, mentre Drift/Donut privilegia il retrotreno e permette di scegliere differenti livelli di intervento del controllo di trazione.Dodge ha cercato di affrontare anche uno degli aspetti più controversi nel passaggio dal motore termico all’elettrico: il suono. La Daytona utilizza il Fratzonic Chambered Exhaust, un sistema progettato per creare una firma sonora specifica. Le SIXPACK mantengono invece uno scarico attivo con valvole elettroniche e tarature legate alle diverse modalità di guida.
Trazione integrale, Brembo e tecnologia per la pista
La trasformazione della Charger non riguarda soltanto i propulsori. La nuova generazione adotta sospensioni anteriori multilink e posteriori Integral Link, oltre a un sistema di smorzamento adattivo capace di modificare la risposta degli ammortizzatori.La Daytona Scat Pack dispone del più grande impianto frenante mai utilizzato da Dodge: dischi Brembo ventilati da 16 pollici, pinze anteriori a sei pistoncini e posteriori a quattro. Anche la SIXPACK Scat Pack utilizza pinze Brembo anteriori a sei pistoncini.Sulle versioni termiche arriva inoltre il Line Lock, che blocca i freni anteriori e libera le ruote posteriori per consentire il riscaldamento degli pneumatici. Il Launch Control permette invece di preparare la partenza mantenendo i turbocompressori in pressione prima del rilascio dei freni.La tecnologia entra anche nell’abitacolo con un quadro strumenti digitale da 16 pollici, touchscreen centrale e head-up display con realtà aumentata. Il Drive Experience Recorder sviluppato da Cosworth può registrare video a 1080p e 60 fps sincronizzandoli con audio e telemetria della vettura.Nonostante l’impostazione prestazionale, Dodge ha cercato di aumentare anche la versatilità. La nuova Charger offre cinque posti e, grazie al portellone nascosto nel profilo da coupé, una capacità di carico che può raggiungere 1.064 litri.«Per sei decenni, Charger ha rappresentato l’essenza stessa della muscle car americana. Oggi quello spirito evolve per una nuova generazione», ha spiegato Matt McAlear, CEO di Dodge. La strategia è chiara: non imporre un’unica tecnologia, ma affiancare elettrico e benzina ad alte prestazioni.La nuova Charger diventa così uno dei primi esempi concreti di come Stellantis intende utilizzare STLA Large per modelli molto diversi. Per Dodge la sfida sarà dimostrare che una muscle car può perdere il tradizionale V8, adottare sei cilindri biturbo o propulsione elettrica e conservare comunque prestazioni e carattere sufficienti a convincere il suo pubblico storico.





