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Parigi 2026, Citroën 2 CV: il mito rinasce elettrico dopo quasi 40 anni

Parigi 2026, Citroën 2 CV: il mito rinasce elettrico dopo quasi 40 anni

Al Salone di Parigi Citroën svela la 2 CV Concept: una piccola elettrica europea attesa entro il 2028, con prezzo indicativo di 15.000 euro.

La Citroën 2 CV torna al centro dei programmi del marchio francese, ma non come semplice operazione nostalgia. Al Salone dell’Auto di Parigi 2026 debutta la 2 CV Concept, prototipo che anticipa una piccola auto elettrica destinata, secondo i piani annunciati, a entrare nella gamma entro il 2028. L’obiettivo dichiarato è un prezzo di partenza indicativo di 15.000 euro, con produzione in Europa. Una proposta che guarda al segmento delle vetture urbane accessibili e prova a rispondere a un problema concreto: il costo d’ingresso delle auto a batteria, ancora elevato per molti automobilisti.

Una piccola elettrica tra Ami ed ë-C3

La futura vettura dovrebbe collocarsi tra la microcar Ami e la Citroën ë-C3, riprendendo lo spirito della 2 CV originale senza replicarne meccanicamente forme e soluzioni. Il riferimento è anche al nuovo quadro europeo delle piccole auto, indicato da Citroën come E-Car. Si tratta però di un progetto ancora in evoluzione: prezzo, tempistiche e caratteristiche della versione di serie dovranno essere confermati al lancio. Il messaggio industriale è chiaro: tornare a un’auto essenziale, leggera e semplice da usare, anziché inseguire una crescita continua di dimensioni, dotazioni e costi.

Dimensioni compatte e peso vicino a una tonnellata

La 2 CV Concept misura 3,76 metri di lunghezza, meno della storica 2 CV. Una scelta funzionale alla guida in città, alle manovre e alla ricerca di efficienza. Citroën fissa per il progetto un obiettivo di massa intorno a una tonnellata: contenere il peso potrebbe permettere di adottare una batteria più piccola e meno costosa, dimensionata sugli spostamenti quotidiani. Non sono stati comunicati dati definitivi su capacità della batteria, autonomia, potenza o tempi di ricarica. Sarebbe quindi prematuro attribuire al futuro modello prestazioni precise sulla base del solo prototipo.

Il design recupera le forme della 2 CV storica

Il legame con il modello presentato nel 1948 emerge dalla silhouette con tetto arcuato, parabrezza quasi verticale, fari rotondi separati dalla carrozzeria e parafanghi pronunciati. Il frontale è stato però reinterpretato con luci LED, mentre il cofano e i fianchi presentano superfici più tese. Dietro spiccano un portellone scuro, gruppi ottici verticali ai lati e sbalzi ridotti. Completano l’insieme cerchi in acciaio da 18 pollici, pneumatici Michelin dedicati e la tinta Infra Red, un arancione dai riflessi rossi e gialli. Il risultato mantiene riferimenti riconoscibili senza proporre una copia della vettura del passato.

Interni senza plancia tradizionale e sedile estraibile

L’abitacolo è probabilmente il punto in cui Citroën spinge più avanti il concetto di semplicità. Al posto della plancia convenzionale compare una struttura cilindrica che ospita un volante monorazza, i comandi essenziali e il sistema informativo Smart Vision. C’è anche uno schermo quadrato da 8 pollici, mentre il tunnel centrale lascia posto a un cestino rimovibile. I pannelli porta sono scavati per guadagnare spazio, le maniglie diventano cinghie e il sedile anteriore estraibile può essere utilizzato fuori dall’auto durante una sosta. Sedute Advanced Comfort e tetto apribile in tela puntano a rendere gradevoli anche i tragitti brevi.

Riparazioni più semplici e meno componenti superflui

Nel progetto conta anche la possibilità di contenere i costi dopo l’acquisto. Paraurti separati dalla carrozzeria, superfici relativamente piane e prese d’aria dirette sotto il parabrezza sono soluzioni studiate per facilitare costruzione e riparazioni. È un approccio che potrebbe incidere sul prezzo dei ricambi e sulle spese di manutenzione, anche se Citroën non ha ancora fornito stime economiche. Per una vettura pensata come accesso alla mobilità elettrica, la sostenibilità del costo totale di utilizzo sarà importante almeno quanto il listino iniziale.

Michelin e il controllo digitale degli pneumatici

Tra le tecnologie mostrate figura il gemello digitale universale dello pneumatico, sviluppato dal partner Michelin. Secondo la descrizione del costruttore, il sistema permette al veicolo di monitorare le condizioni delle gomme e adattare il proprio comportamento all’ambiente. Non è però specificato quali funzioni saranno effettivamente trasferite alla produzione in serie. L’idea è integrare innovazioni mirate e utili, anziché moltiplicare dispositivi che aumentano peso e complessità. La semplicità, in questa impostazione, non coincide con la rinuncia alla tecnologia.

Tartan, radio portatile e richiami al passato

La ricerca stilistica continua nei materiali. I sedili adottano un tartan giallo che cita la tradizione della 2 CV, abbinato a dettagli beige ispirati alla bachelite e a rivestimenti dall’aspetto intrecciato. La Radioën è un dispositivo audio rimovibile, utilizzabile anche come altoparlante esterno. Piccoli particolari rafforzano l’identità del concept: i numeri 48, 90 e 26 sul parabrezza ricordano debutto del modello, fine produzione e presentazione del prototipo; i vani portaoggetti richiamano perfino l’antico requisito di trasportare uova senza romperle. Elementi narrativi che andranno valutati, per la serie, alla luce delle esigenze di costo.

La sfida vera sarà portarla sul mercato

La 2 CV storica è diventata un fenomeno perché offriva una risposta pratica alla mobilità di massa, non perché puntasse su prestazioni o lusso. Riproporre oggi quella formula significa misurarsi con prezzi delle batterie, normative di sicurezza e margini industriali. Citroën annuncia un modello europeo accessibile, ma la sfida sarà trasformare il concept in un prodotto omologato, competitivo e sostenibile da costruire. La data indicata del 2028 lascia ancora spazio a modifiche di progetto. Per ora la nuova Citroën 2 CV elettrica è una dichiarazione d’intenti precisa: riportare la vettura piccola ed economica al centro dell’offerta europea.