Auto e Motori
Renault e droni: perché il Ministero delle Armate chiama l’auto francese
Renault assemblerà i droni militari Chorus a Le Mans con Turgis Gaillard: capacità fino a 600 unità al mese in meno di 12 mesi, sotto egida DGA.

Dopo anni in cui l’industria dell’auto europea è costretta a fare i conti con margini sotto pressione e transizioni tecnologiche costose, Renault Group apre una parentesi insolita ma molto concreta:
lo stabilimento di Le Mans, in Francia, assemblerà i droni del progetto Chorus. Non si tratta di un annuncio “da slide”, ma di una decisione formalizzata dopo la consultazione delle rappresentanze del personale del 10 febbraio 2026, passaggio che fa capire come l’iniziativa sia già entrata in una fase operativa.
Perché il Ministero delle Armate ha chiamato Renault
Renault spiega di essere stata consultata insieme ad altri gruppi industriali francesi nell’ambito di progetti seguiti dalla DGA (Direction Générale de l’Armement). Il motivo è quasi “meccanico”: un costruttore automobilistico sa progettare e industrializzare oggetti complessi ad alto contenuto tecnologico, soprattutto quando conta produrre in serie rispettando tempi, costi e qualità. In altre parole: un know-how che nasce sulle linee auto, ma che può diventare utile anche altrove.
Cos’è il progetto Chorus e cosa farà Turgis Gaillard
Il salto nel settore droni si concretizza a gennaio 2026 con il progetto Chorus, sviluppato in partnership con Turgis Gaillard. Renault non entra come player “di sistema” della difesa: il suo ruolo, almeno in questa impostazione, è industriale e focalizzato sull’assemblaggio presso Le Mans, sfruttando competenze come design-to-cost e design-to-manufacturing. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: sviluppare in meno di 12 mesi una capacità produttiva fino a 600 unità al mese, modulabile in base alle esigenze del programma.
Diversificazione sì, ma con paletti chiari
Renault tiene a mettere dei confini netti: non punta a diventare un attore principale nella difesa. L’impegno risponde a quattro principi: esclusività (progetti sotto egida e destinati al solo Ministero delle Armate francese), territorialità(industrializzazione in Francia), collaborazione (con industrie europee della difesa, in logica complementare) e focus industriale (utilizzo di tecnologie ed expertise già presenti, senza intaccare la capacità di investimento sul core business: l’automobile). Tradotto: un “lavoro” da manifattura avanzata più che un cambio di identità.
Il segnale per l’industria: capacità produttiva come asset strategico
La notizia, al di là dei numeri, racconta un tema più grande: oggi la capacità di industrializzare rapidamente e farlo con standard ripetibili è tornata un asset strategico. In questo senso Le Mans diventa un banco di prova: se la rampa produttiva promessa (fino a 600 unità/mese) verrà effettivamente raggiunta nei tempi, il caso Chorus potrebbe fare scuola su come parte della filiera “auto” riesca a prestare muscoli e metodo ad altri comparti ad alta
Scheda tecnica (dati disponibili)
- Programma: Chorus
- Prodotto: droni militari (specifiche tecniche non comunicate nel testo)
- Partner industriale difesa: Turgis Gaillard
- Sito di assemblaggio: Renault Group Le Mans (Francia)
- Ente di riferimento: DGA – Direction Générale de l’Armement
- Iter interno: consultazione rappresentanze del personale (10 febbraio 2026)
- Obiettivo industriale: capacità fino a 600 unità/mese
- Orizzonte di sviluppo capacità: meno di 12 mesi
- Posizionamento Renault: contributo industriale, senza cambio di focus dal core automotive
