Auto e Motori
Renault Filante: l’ammiraglia internazionale che cambia la strategia
Prodotta a Busan e pensata per Asia e Medio Oriente, Renault Filante debutta nel 2026: un crossover segmento E per la nuova fase internazionale.












Renault Filante non nasce per “fare presenza” in gamma: nasce per spostare l’asticella, soprattutto dove la partita si gioca su status, contenuti e margini.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’espansione internazionale, con un modello che fa da vetrina stilistica e tecnologica sui mercati chiave in Asia e Medio Oriente. In altre parole: un’ammiraglia pensata per parlare una lingua globale, senza essere un esercizio di stile isolato.
Perché “Filante”: tra record, stelle e un’idea precisa di alto di gamma
Il nome è scelto con una doppia intenzione. Da una parte richiama la tradizione Renault dei record e dell’aerodinamica “da laboratorio”, dall’altra recupera un simbolo più raro: la stella come firma dei modelli più prestigiosi di Renault negli anni Trenta, quelli che dovevano rappresentare il know-how francese presso clienti esigenti e mercati internazionali. È un modo elegante per dire che Filante non vuole sembrare premium: vuole esserlo per posizionamento e ambizione, mescolando memoria e tecnologia senza travestimenti nostalgici.
Busan come baricentro: la Corea del Sud non è un dettaglio geografico
La produzione a Busan e il coinvolgimento dei team coreani non sono “colori locali”: sono parte della strategia. Il contesto spiega perché: in Corea del Sud i segmenti D ed E pesano più della metà del mercato (51,6%), e il solo segmento E vale il 26,2%, con una quota importante di SUV. Se vuoi crescere con un mix più ricco, questo è il posto dove ha senso farlo sul serio. Filante si inserisce proprio lì: nel punto in cui i clienti chiedono spazio, immagine e contenuti, ma pretendono anche una guida coerente con le aspettative locali.
Il piano 2027: Filante come “pezzo alto” di una gamma costruita per valore
Filante è una tessera centrale dell’offensiva internazionale: entro il 2027 Renault prevede otto nuovi lanci fuori dall’Europa e punta a vendere un veicolo su tre in versione ibrida o elettrica nei mercati extra-europei. In questa geografia, Filante si posiziona accanto a nomi già strategici come Kardian, Duster, Boreal e Koleos: non per sovrapporsi, ma per alzare il tetto della proposta. Il calendario è già tracciato: debutto in Corea del Sud a marzo 2026, poi estensione in America Latina (con una prima ondata di Paesi) e, a inizio 2027, arrivo nei mercati del Golfo.
Un crossover che “ibrida i generi”: tra berlina e SUV, ma senza compromessi timidi
Renault lo definisce crossover, ma la parola qui serve a descrivere un approccio: prendere le distanze dalle berline classiche senza rifugiarsi nel SUV tradizionale. Filante gioca su volumi scolpiti, coda slanciata con un gusto quasi da coupé e una presenza da segmento E: 4.915 mm di lunghezza, 1.890 mm di larghezza e 1.635 mm di altezza. Davanti spicca una calandra luminosa tridimensionale costruita sul tema della losanga, mentre la firma diurna porta un richiamo geometrico esplicito al logo. Dietro, la scelta del lunotto inclinato senza tergicristalli è di quelle che fanno parlare: più aerodinamica e più “manifesto”, meno convenzione.
Dentro, l’idea è “salotto tecnologico”: schermi, realtà aumentata e comfort da prima fila
L’abitacolo è impostato come spazio di vita, con una plancia larga e orizzontale che integra tre schermi panoramici da 12,3” (strumentazione, centrale e passeggero) sotto l’etichetta OpenR Panorama Screen, completati da un head-up display in realtà aumentata da 25,6”. Non è solo quantità: l’obiettivo è leggibilità e immersività, con un’impostazione che ricorda la logica “semplice” degli smartphone.
Sul fronte materiali e atmosfera, la direzione è chiara: qualità percepita e sostenibilità senza prediche, con tessuti, superfici lavorate e finiture curate. Il tetto panoramico fisso da 1,1 m² fa il resto: più luce, più sensazione di spazio, più “alto di gamma” senza doverlo dichiarare.
Connettività e assistenza: Filante come “piattaforma digitale” su ruote
Qui si gioca una fetta importante della credibilità del progetto. Filante punta su un infotainment compatibile con Android Automotive e su un’esperienza connessa pensata per essere quotidiana: profili utente che memorizzano preferenze, aggiornamenti software over-the-air, app per controllo remoto e chiave digitale condivisibile. Lo schermo passeggero è pensato anche per l’intrattenimento (con cuffie Bluetooth e trattamento dedicato per non distrarre chi guida), e c’è persino un’esperienza di gaming XR basata sulla telecamera del veicolo: una di quelle funzioni che, nel 2026, possono fare differenza soprattutto su mercati dove la tecnologia “da vivere” è parte del valore.
Sul capitolo sicurezza e assistenza alla guida, la dotazione è ampia: oltre 30 ADAS, dal cruise control adattivo con Stop & Go alla frenata automatica con riconoscimento di pedoni e ciclisti, fino alla telecamera 360° ad alta definizione con vista 3D dinamica e funzioni evolute per manovre e parcheggio.
La vera domanda: Filante farà da vetrina o da apripista?
Filante nasce come flagship internazionale, e questo di solito significa due cose: immagine e direzione. L’immagine è quella di un Renault che vuole rientrare nel discorso premium globale con un linguaggio più audace. La direzione è industriale e commerciale: produrre in Corea, parlare ai segmenti che generano valore, e portare una proposta coerente anche nei mercati del Golfo e in parte dell’America Latina.
Il punto, ora, è capire quanto questa ammiraglia riuscirà a trasformare la promessa in abitudine: non solo farsi notare al debutto, ma diventare un riferimento stabile per la “nuova Renault internazionale” che il piano 2027 sta provando a costruire modello dopo modello.
