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Salone di Parigi 2026, raffica di novità: chi debutta, chi manca e l’assalto cinese

Salone di Parigi 2026, raffica di novità: chi debutta, chi manca e l’assalto cinese

Il Mondial de l’Auto apre oggi 12 ottobre con oltre 60 costruttori: attese tante anteprime, mentre i brand del lusso rinunciano.

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Il Salone dell’Auto di Parigi 2026 apre oggi lunedì 12 ottobre con la giornata riservata alla stampa, prima dell’ingresso del pubblico dal 13 al 18 ottobre. La 91ª edizione del Mondial de l’Auto, a Paris Expo Porte de Versailles, vede il ritorno di molti costruttori europei e il raddoppio dei marchi cinesi. Gli organizzatori annunciano oltre 60 marchi automobilistici rispetto ai 48 del 2024, quando furono registrati 508.007 visitatori. Il Salone cerca così di recuperare centralità.

Il ritorno non riguarda soltanto i modelli esposti. Il pubblico avrà a disposizione oltre 5.000 prove su strada con circa 90 auto e sessioni da 30-45 minuti. Prevista anche un’esperienza con sistemi avanzati di guida assistita: Tesla metterà a disposizione sei Model 3 e XPENG due L03. Non si tratta di guida autonoma senza supervisione.

Renault  sullo stand tante novità, tra cui spiccano Nuova Megane E-Tech Electric, Nuovo Trafic E-Tech Electric, la serie limitata Rafale Hypnotic ed una versione super personalizzata di Renault 5 Turbo 3 E. Inoltre, la Marca presenterà tre concept-car, tra cui Renault E-Space Concept che, svelata in anteprima mondiale, apre nuove prospettive sui viaggi e sulla mobilità in famiglia nell’era elettrica.Dacia porta l’attenzione sulla nuova Spring e sulla Striker, una familiare rialzata multi-energia. La sfida è rendere accessibile l’elettrificazione. Quattro anteprime mondiali compongono la vetrina Alpine al Salone dell’Auto di Parigi: PS1, A110 Sculpture, A290 Collection e nuovi colori e finiture per A390

Citroën annuncia il concept della 2CV elettrica, ancora senza caratteristiche definitive. Peugeot espone la e-208 GTi e nuovi studi di design. DS Automobiles espone la N°7, mentre Opel affianca alla Corsa GSE un inedito progetto di carrozzeria.

Alfa Romeo svela il 12 ottobre Cuorerosso, concept progettato dal Centro Stile di Torino come manifesto della futura identità del Biscione, non come annuncio di un modello di serie. Sarà affiancato dalla 33 Stradale e dalla gamma attuale. Lancia presenta la nuova Gamma, crossover di segmento D con motorizzazioni ibride ed elettriche, accanto alla Ypsilon.

Fiat porta a Parigi i nuovi Grizzly e Grizzly Fastback e anticipa un concept. Stellantis arriva con otto marchi su oltre 5.000 metri quadrati. Tra le novità figura anche la compatta elettrica Leapmotor B03, in prima europea: segno delle partnership tra Cina ed Europa.

Al Salone di Parigi 2026, Kia presenta il SUV Seltos Hybrid e la compatta K4 Hybrid, affiancati dalle versioni sportive GT della gamma elettrica. Spazio anche al PV5, proposto per il trasporto di passeggeri e merci: una strategia che combina elettrificazione, modelli per famiglie e flotte aziendali.

Per Hyundai, il Mondial de l’Auto 2026 segna il debutto della nuova Bayon e la prima europea della Tucson. In mostra anche Ioniq 3, Ioniq 6 N e Staria Electric, oltre a un veicolo commerciale a batteria. L’offensiva coreana punta su SUV, tecnologia e mobilità elettrica per privati e aziende europee.

Volkswagen punta sulla nuova ID. Tiguan, evoluzione della ID.4, accanto alle più compatte ID. Polo e ID. Cross. Škoda mette in vetrina i SUV elettrici Epiq e Peaq, mentre Mercedes-Benz presidia il segmento premium con importanti novità elettrificate. Dopo dodici anni, Volvo torna con il SUV elettrico EX60. Le case europee cercano di rafforzare l’offerta a batteria.

Cresce soprattutto il peso dei costruttori cinesi. Saranno  20 i marchi presenti, il doppio rispetto al 2024: tra i nomi figurano BYD, Chery, XPENG, Zeekr, Geely, Changan, AITO e Avatr. Alcuni sono già presenti in Europa, altri cercano visibilità. BYD espone una gamma che comprende sia auto elettriche sia ibride, mentre XPENG punta su nuovi SUV e tecnologie di assistenza alla guida.

Il Salone mette in mostra anche un cambio di strategia: accanto ai produttori già affermati compaiono sigle nuove per il pubblico europeo, con gamme progettate per conquistare più fasce di prezzo. La crescita non riguarda unicamente le batterie: i marchi cinesi hanno superato il 26% del mercato delle ibride plug-in in Europa occidentale nel secondo trimestre, secondo i dati richiamati da Reuters.

Non è più una sfida limitata al prezzo delle auto elettriche. I costruttori asiatici allargano l’offerta agli ibridi plug-in, ai SUV e ai segmenti premium, mettendo sotto pressione i concorrenti su tecnologia, tempi di sviluppo e rete commerciale. Secondo i dati Schmidt Automotive Research citati da Reuters, nel secondo trimestre 2026 i marchi cinesi hanno raggiunto il 10,7% del mercato europeo, contro il 5,7% di un anno prima. Parigi diventa così un confronto sulla competitività industriale.

Le grandi assenze e il nuovo valore dei saloni

Restano però le assenze eccellenti. BMW e MINI hanno rinunciato dopo avere inizialmente previsto la partecipazione, motivando la decisione con priorità mutate e risultati sotto le attese. Non ci saranno neppure Porsche, Ferrari, Lamborghini, Maserati, oltre a Jaguar Land Rover e Nissan. MG, pur essendo un marchio cinese ormai noto in Francia, non avrà uno stand ufficiale; Toyota sarà presente soltanto nell’area dedicata all’innovazione.

Il contrasto è evidente: mentre alcuni protagonisti del lusso e del premium riducono la presenza nei saloni, i nuovi arrivati utilizzano gli stand per incontrare consumatori, stampa e concessionari. È una scelta che rende Parigi uno specchio delle differenti strategie con cui le case cercano vendite in un mercato più difficile e frammentato.

Pesano costi, lanci indipendenti e priorità commerciali. Il Salone di Parigi 2026 diventa così un test per gli organizzatori e per le case: verificare se le grandi manifestazioni possano ancora trasformare una presentazione in contatti con potenziali acquirenti. Il ritorno degli europei e l’avanzata cinese aprono una nuova fase della concorrenza continentale.