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La sicurezza stradale passa per il rispetto delle regole

 

Di Massimo Redaelli

Anche quest’anno si è svolta la tradizionale tavola rotonda organizzata Assogomma, Gruppo Produttori Pneumatici, meglio conosciuta con l’egida “Pneumatici sotto controllo”. Una definizione perfetta per evidenziare gli obiettivi di questa associazione che da sempre ha a cuore la sicurezza stradale e che punta il dito sull’importanza, troppo spesso sottovalutata, degli pneumatici. All’ordine del giorno, quindi, il tema “La sicurezza stradale passa per il rispetto delle regole: il ruolo fondamentale di pneumatici e cerchi”. A fare gli onori di casa, il Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti: “Con un po’ di presunzione e un pizzico di orgoglio riteniamo di aver contribuito a migliorare l’informazione sugli pneumatici con un effetto benefico sulla riduzione degli incidenti e sulla circolazione soprattutto in caso di situazioni critiche”. Ma c’è ancora molta strada da fare perché la sicurezza stradale può e deve essere migliorata rispettando le regole che, nel caso degli pneumatici, sono sempre più numerose e in continua evoluzione. Grazie soprattutto al contributo della Polizia Stradale sono venuti a galla fenomeni come quello, per esempio, degli pneumatici non omologati ma presenti in tutta Europa.

L’omologazione è il riconoscimento ufficiale da parte degli organi competenti che garantiscono specifiche tecniche e conformità alle leggi di un determinato prodotto. Senza omologazione, gli pneumatici non dovrebbero essere commercializzati perché significa che nessuno garantisce che questi abbiano caratteristiche prestazionali (carichi, velocità, tenuta etc.) con relative marcature. Senza poi trascurare il fatto che le direttive europee, nel corso degli anni ’90, hanno reso obbligatoria l’omologazione dei veicoli e dei relativi componenti, pneumatici compresi. Ecco che sorge spontanea la domanda: “Ma quali pneumatici devono essere omologati?”. La risposta viene data dal Direttore Bortolotti: “Devono essere omologati tutti gli pneumatici destinati agli autoveicoli, ai ciclomotori, ai motocicli, ai veicoli commerciali leggeri e pesanti, caravan etc. che, per poter circolare, devono essere, appunto, omologati. L’omologazione consiste nell’apposizione su un fianco dello pneumatico della marcatura composta dalla lettera ‘E’ maiuscolo, seguita da un numero identificativo del Paese che rilascia l’omologazione, a prescindere dal luogo in cui è stato prodotto. Tale marcatura, poi, deve essere seguita da un numero composto da 6/7 cifre.

La mancanza del codice del Paese o del numero a 6/7 cifre al di fuori del rettangolo che li contiene sta a significare che lo pneumatico non ha l’omologazione europea”. Detto questo, è chiaro che l’utilizzo di pneumatici non omologati comporta delle conseguenze non indifferenti come il pericolo per sé e per gli altri, la mancanza di liquidazione in caso di incidente, sanzioni e fermo del veicolo da parte delle autorità e perdita della garanzia. Bertolotti ha poi parlato anche del Regolamento Reach che ha introdotto il divieto di utilizzare oli altamente aromatici  nella produzione di pneumatici (a partire dal 1° gennaio 2010). Si tratta di un provvedimento rispettato da tutte le aziende produttrici di riferimento ma non da tutti. Da alcuni controlli effettuati da ETRMA (Associazione Europea dei produttori di pneumatici e articoli tecnici in gomma), infatti, risulta che a “barare” di più siano i produttori cinesi che rappresentano il 10/11% del totale.

E’ ovvio per Bertolotti che “Queste non conformità sono inaccetabili per la nostra sicurezza, nella sia eccezione più ampia, ed esercitano una concorrenza sleale per che rispetta le regole mettendo a rischio la sopravvivenza dell’industria europea”.Ma i controlli sono pochi e stanno diminuendo sempre di più a causa dei tagli di fine anno che hanno azzerato tutti i budget destinati ai controlli sul mercato, anche quelli sulla salute e sulla sicurezza. In questo contesto non poteva mancare l’argomento relativo all’etichettatura degli pneumatici, che certifica gli stessi dal punto di vista del consumo di carburante, della tenuta di strada sul bagnato, della rumorosità e ad altri parametri di fondamentale importanza. Regolamento che è entrato in vigore il 1° novembre 2012 in tutti gli stati dell’Unione Europea ma che si presta moltissimo alle contraffazioni: tanto non ci sono organi di controllo!!!!!

“Siamo disponibili ad individuare, insieme alle autorità competenti – spiega Bortolotti – soluzioni che favoriscano il controllo sul mercato dell’etichettatura degli pneumatici e la sua compiance”.A sottolineare l’importanza dell’omologazione e del rispetto delle regole, ci ha pensato anche Corrado Bergagna, Presidente Associazione Italiana Produttori Ruote che ha spiegato la mission di Assoruote: “Anche per noi che produciamo cerchi e ruote sono di assoluta importanza la tutela della qualità, la corretta comunicazione, l’informazione al cliente, il rispetto delle regole e le garanzie di sicurezza come la tracciabilità e la responsabilità. Senza dimenticare la collaborazione con enti e istituzioni europeee”.  La cosa più preoccupante la si deduce soprattutto dai “numeri” rivelati da Bergagna: “50mila ruote in lega sequestrate, 100.000 marchi contraffatti, 400 stampi sequestrati il tutto per un valore totale di 15 milioni di euro”.