di Ileana Falcone
Il canto di una mamma in attesa è il modo più dolce e intenso per entrare in contatto con il futuro lui o lei.
Quando a farlo è Laura Pausini, con la delicatezza e la forza che la contraddistinguono, nasce un capolavoro quale “Celeste”: scrigno di emozioni e ricordi, rimandi e promesse, timori e certezze, sesto singolo estratto dall’album “Inedito”.
Il testo, scritto dalla stessa Pausini con Giuseppe Dati, era inizialmente dedicato a un’immaginaria figlia che al momento dell’incisione del brano, avvenuta oltre un anno fa, ancora non c’era.
Inevitabile che con la scoperta della sua gravidanza le parole del brano abbiano acquistato un significato molto diverso e sicuramente assai più personale.
La malinconia e il silenzio dell’esordio sono
il legame con la persona e la terra da cui si proviene, il segno indelebile di un’appartenenza che si rinnova e si rinsalda nella nuova vita.
“Ti amerò” , dice la mamma artista, “nella terra mia che invecchia” , ma non c’è spazio per la tristezza, perche i termini: ballando, sogno, tenera luce, alba, speranza aprono ad un cielo…celeste.
“Ti aspetterò”, ripete, “nel mio paese che ancora non sai, e arriverai quando le foglie cambiano colore, in un autunno che sa di caldarroste, sotto un cielo….celeste”.
La promessa per questa nuova vita è di un futuro sereno, carico di amore, senza pretese, possesso o imposizioni, nella consapevolezza, matura e pacata, che crescere è anche prendere il volo verso un’isola lontana , “come ho fatto un giorno anch’io…, perché il sole può scordarsi della luna”.
L’impegno è un “ cielo celeste” ( “ti prometto che vedrai dalle finestre
un cielo così…celeste…celeste”)
Non rimane che fare un augurio speciale a Laura Pausini e al suo compagno Paolo Carta, per il lieto evento previsto per Febbraio 2013.
Testo Celeste di Laura Pausini:
Avrai gli occhi di tuo padre
e la sua malinconia
il silenzio senza tempo che pervade
al tramonto la marea
Arriverai
con la luna di settembre
che verserà
il suo latte dentro me
e ti amerò
come accade nelle favole per sempre…
Ti aspetterò
senza andar via
come fanno già le rondini nell’aria
nella terra mia
che invecchia ma
sulla scia di un’altra età ballando
sogna
mentre la tenera luce dell’est
all’alba illumina speranze e ginestre
e il cielo è così… celeste…
celeste…
Avrai libri, sandali e secchielli
luminosi amarcord
saranno neri come i miei i tuoi capelli
ma in un attimo lo so
volerai via
verso l’isola lontana
di una città
come ho fatto un giorno anch’io
amore mio
perché il sole può scordarsi della luna…
Ti aspetterò
e prima o poi
arriverai senza nemmeno far rumore
ti sentirò
e resterai
mentre ormai le foglie cambiano colore
al mio paese che ancora non sai
dove l’autunno odora di caldarroste
e il cielo è così… celeste!
Come il soffio della vita
che spalanca anche le imposte
e a sorridere ti invita
anche quando non lo vuoi
questo vento innamorato
che anche tu respirerai che respirerai…
E poi avrò il coraggio di aspettarti
ancora un po’
e ti prometto che vedrai dalle finestre
un cielo così…celeste…
celeste…
un cielo così celeste…



