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Il Boss contro gli Stones, il rock si divide: Springsteen arringa le folle, Jagger preferisce far ballare (e magari giocare su Roblox)

Il frontman dei Rolling Stones rilancia una vecchia idea di Elvis Presley: chi sale sul palco dovrebbe regalare due ore di evasione, non un comizio. Una visione che si scontra con quella di Bruce Springsteen, da sempre convinto che la musica abbia anche un dovere civile. E mentre sulla coerenza del Boss si può discutere poco, qualche domanda sul nuovo corso “digitale” di Mick Jagger resta aperta.

Il Boss contro gli Stones, il rock si divide: Springsteen arringa le folle, Jagger preferisce far ballare (e magari giocare su Roblox)

Nel grande derby del rock mondiale c’è una sfida che non riguarda chitarre, classifiche o dischi venduti. È quella tra chi considera il palco una piazza politica e chi, invece, continua a vederlo come una gigantesca festa. Da una parte Bruce Springsteen, dall’altra Mick Jagger. E questa volta il cantante dei Rolling Stones ha scelto senza esitazioni da che parte stare.

Elvis, Jagger e la regola del “niente comizi sul palco”

In una recente intervista, Jagger ha ripreso un concetto che sembra uscito direttamente dagli anni d’oro di Elvis Presley. Il compito di un artista, sostiene, è semplice: far dimenticare al pubblico mutui, bollette, problemi e preoccupazioni per un paio d’ore. Nessuna predica, nessun sermone, nessuna lezione di educazione civica tra un assolo e l’altro. Solo musica, divertimento e leggerezza. Elvis, che continua a essere il re indiscusso del rock – sia chiaro – proveniva da un contesto culturale e sociale molto diverso da quello di Bruce Springsteen. Cresciuto in un ambiente povero e con un’istruzione limitata, non ha mai fatto dell’impegno civile il centro della propria produzione artistica. Fa eccezione In the Ghetto, forse l’unica canzone a forte contenuto sociale del suo repertorio, peraltro scritto da Mac Davis e non dallo stesso Presley, come del resto accadeva per la quasi totalità delle sue canzoni. Il testo del brano racconta il ciclo della povertà e della marginalità in un quartiere degradato di Chicago, seguendo la vita di un bambino nato in condizioni di estrema miseria fino al suo tragico destino. È una denuncia sociale piuttosto esplicita e rappresenta davvero un’eccezione nel repertorio della rockstar di Tupelo.

Springsteen incarna invece il modello opposto: autore dei propri testi, ha costruito la sua carriera raccontando il lavoro, le disuguaglianze, la provincia americana e le difficoltà della classe operaia, trasformando spesso i concerti in un’estensione naturale di quella sensibilità.

Springsteen, il Boss che non ha mai nascosto le proprie idee

Un’impostazione quasi opposta a quella del Boss. Springsteen, soprattutto negli ultimi anni, ha trasformato molti concerti in occasioni per prendere posizione sui grandi temi politici americani, dalle presidenze repubblicane ai diritti civili. Una militanza coerente, autentica e mai improvvisata. Che la si condivida oppure no, sulla sincerità dell’impegno di Springsteen c’è davvero poco da discutere.

Dagli stadi a Roblox: anche i Rolling Stones inseguono la Generazione Z

Più curioso, invece, il caso di Mick Jagger. Perché se da un lato rivendica il diritto del rock di essere puro intrattenimento, dall’altro gli Stones hanno appena deciso di sbarcare su Roblox per promuovere il nuovo album, trasformando il loro universo musicale in un videogioco popolato da avatar, missioni e mondi virtuali. Una scelta legittima, certo, ma che rende un po’ meno credibile l’immagine romantica del rocker interessato esclusivamente alla magia del palco.

Forse la verità sta nel mezzo. Il rock ha sempre saputo essere protesta, evasione, spettacolo e business contemporaneamente. Elvis preferiva non schierarsi. Springsteen sente quasi un dovere morale nel farlo. Jagger invita tutti a divertirsi… salvo poi inseguire anche i gamer della Generazione Z. In fondo il bello del rock è proprio questo: ognuno può scegliere la propria amplificazione. Purché, almeno per una sera, le chitarre restino più rumorose dei comizi.