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Il Passera solitario

Incredibile. Ma sono la stessa persona? Pensare che Corrado Passera, appena cinque anni fa, in grisaglia e curato fino al minimo dettaglio, sedeva ai tavoli che contano davvero. Con Mario Draghi, Jean Claude Trichet e i potenti "veri". E ora? Ora è in piazza. Maniche di camicia, sudato, tra una schiera di ragazzini che fanno un flash mob. Con un bavaglio in bocca.
Essì, proprio l'ex amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, il potente banchiere passato dalle sale di McKinsey ai banchi del Governo in qualità di ministro del sempre auspicato Sviluppo Economico, al fianco del non rimpianto Mario Monti. Ora proprio lui, ex braccio destro di De Benedetti ai tempi della Cir, sembra un "barricadero" qualunque.
Che cosa non si fa per un pugno di voti? Italia Unica, il suo partito personale, non riesce a decollare in altro modo? Resta solo da chiedersi come potrebbe averla presa la bella moglie, Giovanna Salza, raffinata donna di comunicazione (ex airOne e Poste Italiane) che ama accompagnarlo alle cene di gala da Roma a Bruxelles mentre dovrà accontentarsi di un marito che ricorda Pannella.
In fondo però potrebbe avere ragione lui. Se prova un "descamisado" come Salvini a occupare la casella dell'anti-Renzi, perché no un ex banchiere come Passera?
