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Politica
Abascal lascia Meloni, 'bomba' per FdI. Il governo non dura fino al 2027
GIORGIA MELONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SANTIAGO ABASCAL PRESIDENTE VOX

Meloni sempre più debole significa che non potrà contrattare in Europa sulle nuove regole del Patto di Stabilità

La decisione di Santiago Abascal, leader della destra spagnola di Vox, di lasciare i Conservatori Riformisti (Ecr) di Giorgia Meloni per il nuovo gruppo di destra dei Patrioti di Orban e Salvini è un durissimo colpo per la presidente del Consiglio. "Lo sapevamo e ci dispiace, ma non sapevamo quando avrebbero fatto l'annuncio", spiegano fonti qualificate di Fratelli d'Italia ad Affaritaliani.it.

Ora Ecr scende a quota 78 eurodeputati solo due in più dei 76 di Renew, i liberali di Macron e per ora resta il terzo gruppo all'EuroCamera per un pelo, anche se potrebbe esserci il sorpasso - più simbolico che politico - da parte dei Patrioti di Orban con 79 europarlamentari.

E' evidente - spiegano fonti leghiste - che la destra vuole fare la destra fino in fondo e opporsi senza se e senza ma all'accordo rinnovato tra Ppe, Pse e liberali (e forse) Verdi e al bis di Ursula von der Leyen. Meloni, nonostante tutti i suoi viaggi a Madrid per sostenere Abascal e Vox, perde un alleato importante e la sua forza contrattuale in Europa è sempre più flebile, con i polacchi del Pis sempre pronti ad uscire.

La premier paga il fatto di voler tenere il piede in due scarpe ovvero fare l'amica di Marine Le Pen e della destra che non vota le nomine all'ultimo Consiglio europeo ma allo stesso tempo trattare dietro le quinte con la stessa Von der Leyen per ottenere un importante portafoglio e un commissario di peso per Raffaele Fitto o Guido Crosetto. Il tutto senza considerare il durissimo scontro tra i due vicepremier, Matteo Salvini che parla di "golpe" commentando la riconferma di Ursula, e Antonio Tajani pronta a votarla. Un mix esplosivo per la maggioranza di Centrodestra e per l'esecutivo.

Proprio oggi l'ultimo botta e risposta tra il leader di Forza Italia e il segretario della Lega. Tajani attacca: "Id si sta trasformando nel gruppo dei patrioti per l'Europa, adesso è entrata anche Vox, ma è un gruppo ininfluente perché nessuno vuole poi discutere con loro. Ancora non è neanche ufficialmente formato perché non c'è un numero di nazionalità sufficiente per fare un gruppo. In questo momento è solo un progetto politico". Salvini risponde: "Ho letto che l'amico Tajani ha definito che il nuovo gruppo dei patrioti è ininfluente e irrilevante. Io aspetterei metà luglio per verificare chi è irrilevante e chi è rilevante"

Ma il vero danno, spiegano fonti di FdI, non è tanto lo smacco dell'addio di Vox a Ecr, pur doloroso, quanto il fatto che Meloni sempre più debole significa che non potrà contrattare in Europa sulle nuove regole del Patto di Stabilità. Traduzione: il governo italiano dovrà trovare ogni anno 12-13 miliardi di euro solo per obbedire e sottostare alla procedura di infrazione aperta da Bruxelles.

E questa è una vera e propria "bomba" politica, economica e finanziaria per l'esecutivo. Significa non poter modificare la Legge Fornero sulle pensioni, con la Lega in rivolta, e nemmeno confermare il taglio del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi. Un disastro, insomma, per una destra sociale che si dice al fianco del popolo e dei più poveri. "Meloni non arriva al 2027, prepariamoci alle elezioni il prossimo anno", spiegano dal Pd commentando come si stanno mettendo le cose per la premier in Europa.

Non solo. In Italia le opposizioni sono (finalmente) compatte e si preparano al referendum abrogativo sull'autonomia regionale differenziata e a quello costituzionale per seppellire il premierato. Il tutto sulla scia di quaanto sta accadendo in Francia dove la sinistra e Macron hanno trovato quantomeno una sintesi chiamandola desistenza in moltissimi collegi elettori al secondo turno delle elezioni legislative proprio in chiave anti-destra.

Meloni sempre più traballante, insomma, visto anche l'attacco di Marina Berlusconi sui diritti civili contro il governo, alla quale ha risposto la Lega con la proposta di abolire il canone Rai e togliere pubblicità a Mediaset, che aggiunge benzina sul fuoco facendo infuriare Forza Italia e mettendo in ulteriore fibrillazione Palazzo Chigi. Gli ingredienti per l'implosione della maggioranza ci sono tutti. 






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