Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Afghanistan, Casini: “Riconoscere governo talebano? Per ora non esiste”

Afghanistan, Casini: “Riconoscere governo talebano? Per ora non esiste”

“La Nato così come è oggi è superata”. Intervista

Afghanistan, Casini: “Riconoscere governo talebano? Per ora non esiste”
Ferdinando Casini
“In questo momento sarebbe una scelta del tutto sbagliata”. Così il presidente della interparlamentare italiana, Pierferdinando Casini, intervistato da Affaritaliani.it, risponde alla domanda se la comunità internazionale, e in particolare Unione europea e Stati Uniti, debba riconoscere il nuovo governo afghano dei talebani. “Stiamo proteggendo le persone che fuggono…

“In questo momento sarebbe una scelta del tutto sbagliata”. Così il presidente della interparlamentare italiana, Pierferdinando Casini, intervistato da Affaritaliani.it, risponde alla domanda se la comunità internazionale, e in particolare Unione europea e Stati Uniti, debba riconoscere il nuovo governo afghano dei talebani. “Stiamo proteggendo le persone che fuggono da Kabul, abbiamo chiuso precipitosamente le ambasciate, i pochi diplomatici stranieri sono chiusi in un compound all’aeroporto e noi dovremmo riconoscere il regime dei talebani? Non esiste. Se dimostreranno nei fatti nei prossimi mesi che avranno un comportamento rispettoso dei diritti umani, allora il discorso si può aprire. Questa è una conditio sine qua non. Le valutazioni si fanno non sulle promesse, ma sui fatti”.

“In questi giorni – prosegue l’ex presidente della Camera – si sta discutendo molto del tema dell’esportazione della democrazia, che è impossibile se la intendiamo come l’esportazione di modelli politici e istituzionali che sono quelli dell’Occidente. In quei Paesi, come l’Afghanistan ma anche la Libia, c’è una forte tradizione tribale, mentre la democrazia in Occidente è un processo che è passato per maturazioni storiche durate centinaia di anni. Chiedere di esportare il modello ad esempio anglosassone della democrazia in termini istituzionali e politici è qualcosa semplicemente di irrealizzabile. Ma ci sono diritti universali, come quello delle donne ad avere l’autodeterminazione o come quello dei bambini che non deve essere violato. O, ancora, come quello di ogni individuo di poter esprimere liberamente le proprie idee. Questi sono diritti inviolabili che devono valere anche in Afghanistan. Quando abbiamo condotto la battaglia in Africa contro l’infibulazione delle donne lo abbiamo fatto per far rispettare diritti universali, ma ciò non significa esportare la democrazia. Non facciamo confusione”.

Alla domanda se la Nato abbia ancora un senso, Casini risponde: “Bella domanda. Qualche anno fa si è aperto un dibattito su come aggiornare la ragione sociale della Nato, un dibattito mai portato a termine fino in fondo in quanto costoso. Significa rivedere la meccanica di certi comportamenti ormai diventati tradizionali. Non basta guardare al Mediterraneo, è necessario aggiornarsi e serve che americani ed europei si guardino in faccia apertamente. Noi non possiamo essere chiamati a partecipare a missioni internazionali Usa senza concorrere a determinare esito e metodologia di quelle missioni. Ma, al tempo stesso, se vogliamo avere voce in capitolo dobbiamo anche assumerci responsabilità economiche che fino ad oggi non ci siamo assunti. Come è oggi la Nato è superata, ma se aggiorna la sua metodologia e rivede i suoi obiettivi allora può ancora avere un senso. Il tema incrocia quello del futuro dell’Occidente, occorre ritrovare identità e senso di marcia. Io dico che è ancora possibile farlo, ma certo non basta la riunione organizzata da Biden”.

Infine il capitolo profughi. “Spero che non sia l’ennesima occasione per far polemica tra i partiti. Accettare che arrivino dall’Afghanistan le persone che hanno collaborato con le forze presenti nel Paese, come l’Italia, corrisponde a un imperativo morale. Va fatto con generosità e non con il bilancino. Certo, poi tutto questo va realizzato seguendo metodologie, limiti e percorsi legali e non alla rinfusa”, conclude Casini.