Virginia Raggi, nuovo sindaco di Roma, è ora attesa ad una prova concreta sul campo che dimostri le sue effettive capacità. Infatti, sia lei che la sua collega torinese Chiara Appendino devono convincere l’opinione pubblica di poter passare da una fase puramente protestataria ad una fase propositiva. In questa ottica le prossime settimane saranno decisive per mostrare al mondo politico e anche i cittadini comuni che il plebiscito che le ha accolte non è frutto una scelta irrazionale e puramente emotiva ma viceversa è un frutto ponderato e non casuale di un’analisi dei fatti.
Nel caso della capitale i problemi, com’è noto, sono tantissimi; il nuovo sindaco deve in breve tempo risolvere problemi stratificati in decenni e decenni di malgoverno confrontandosi con la difficile arte del governare.
Ad esempio, a Roma, il progetto dello stadio che si dovrebbe costruire Tor di Valle è avversato da gran parte nella pubblica opinione e specificatamente da alcune forze politiche tra cui proprio il movimento Beppe Grillo (mentre Giachetti ne faceva uno dei suoi punti di forza nel programma elettorale). Infatti, Tor di Valle (terreni privati), è una zona a rischio dal punto di vista idrogeologico per la vicinanza del Tevere e quindi assolutamente inadatta alla costruzione della più grande opera pubblica nella storia della capitale. La stessa Raggi, in campagna elettorale, ha detto di essere assolutamente contraria al progetto e di voler costruire eventualmente in un’altra zona (peraltro pubblica) come quella di Tor Vergata. Paolo Berdini futuro assessore all’urbanistica della giunta Raggi ribadisce nettamente la sua avversione a questo progetto. Naturalmente, la cosa non farà assolutamente piacere al presidente della Roma James Pallotta il cui dg Baldissoni ha anche “minacciato” la Raggi di una causa legale; Pallotta sembra venuto nella capitale sono per fare affari; infatti, l’area dedicata allo stadio vero e proprio è solamente una piccola parte rispetto all’intera opera che vedrà a costruzioni di molti edifici commerciali per un milione di metri cubi aggiuntivi. È dunque molto diffusa l’idea che la costruzione dello stadio nella Roma sia solo l’ennesimo regalo ai costruttori e cementificatori che tanti danni hanno fatto negli anni passati alla capitale d’Italia.
http://www.affaritaliani.it/sport/roma-stadio-pallotta-427844.html
Un altro fatto che ha destato qualche perplessità è stato poi quello della scadenza per fine mandato del comandante dei Vigili urbani di Roma, Raffaele Clemente senza alcuna proroga.
Clemente proveniente dalla Polizia di Stato ha lavorato bene, combattendo per la legalità in un ambiente non sempre chiaro e limpido; ha, ad esempio, instaurato l’efficacissimo servizio “Io Segnalo” che permette appunto ai cittadini di segnalare via computer le irregolarità. Il servizio è stato sostanzialmente “boicottato” da diversi vigili che facevano i nomi dei “segnalatori” ai “segnalati” oppure intimidivano i chiamanti:
http://www.romafaschifo.com/2016/06/puniti-i-vigili-che-boicottavano.html
Ugualmente, a Torino, il nuovo sindaco dei Cinque Stelle dovrà prendere decisioni molto difficili riguardanti il progetto alta velocità Tav che tanti problemi ha già presentato in passato e su cui sembra aver già tradito il programma elettorale:
Tuttavia, come l’esperienza di Parma del sindaco Pizzarotti ha dimostrato una cosa è contestare e una cosa è governare; infatti, per chi governa, ci sono leggi, regolamenti, procedure da rispettare mentre chi è all’opposizione può permettersi di dire qualsiasi cosa senza temere il giudizio dei cittadini a sfruttando facilmente la rabbia popolare.
http://www.unita.tv/focus/pizzarotti-linceneritore-di-parma-e-limpegno-non-mantenuto-di-dimissioni/
Il sindaco di Parma infatti non ha potuto fare nulla contro il termovalorizzatore costruito nella sua città perché le sue competenze non glielo permettono e questo ha irritato grandemente I suoi colleghi di partito che l’elettorato. Dunque, il movimento Cinque Stelle, è atteso a prove assolutamente decisive per il suo futuro. Infatti, a nessuno sfugge, che le esperienze di Roma e Torino saranno fondamentali per testare la possibilità che il partito di Beppe grillo non sia solo capace di dire dei “no” ma sia possibile farlo divenire una forza responsabile di governo. A tal proposito, quanto successo in Europa con l’uscita del regno unito deve far riflettere Grillo che ha cambiato idea sulla permanenza dell’Italia nell’Unione Europea per ben tre volte in 16 ore.
Infatti, quando sembrava che il referendum per l’uscita volgesse a favore di chi voleva rimanere nella Ue ha rilasciato dichiarazioni favorevoli all’ Europa per poi ricambiare nuovamente idea (tornando a quella solita) quando ha vinto Brexit
Ora uno può avere qualsiasi idea a riguardo ma almeno gli si chiede di non cambiarla tre volte al giorno questo per il rispetto dei cittadini elettori ma anche della propria onestà intellettuale.
Oltretutto, con un Salvini rafforzato dalle vicende referendarie britanniche, Grillo deve fare molta attenzione a non perdere quel minimo di identità che si è formato nel tempo e su cui pareva avere almeno idee chiare.
L’età dell’innocenza è finita anche per il movimento di Grillo ed ora la dura realtà attende la verifica delle promesse elettorali e il popolo, si sa, non è molto tenero se lo si inganna.
