“Evidentemente i 28 eurodeputati della Lega, erano 29 ma uno se ne è andato, pesano e contano”. Mario Borghezio, storico esponente della Lega fin dai tempi della secessione della Padania, per tanti anni europarlamentare del Carroccio ed oggi presidente della Fondazione Federalista per l’Europa dei Popoli, commenta con Affaritaliani.it il nuovo corso non più anti-europeo di Matteo Salvini e soprattutto di Giancarlo Giorgetti, che ha addirittura ipotizzato un matrimonio con la Cdu tedesca.
“Suppongo che ci siano stati degli approcci e delle vicinanze, forse anche qualche avances, probabilmente perfino in occasione del voto di fiducia a Ursula von der Leyen. E’ certamente un fatto positivo – argomenta Borghezio – se l’Europa si è accorta della Lega, forza politica legittimata a stare a pieno titolo nell’Unione. Se abbiamo mosso delle critiche alla politica migratoria dell’Ue era ed è solo per difendere gli interessi degli italiani e anche degli europei. Sarebbe gravissimo, però, se tutto ciò fosse un passepartout per rinunciare alle nostre posizioni tradizionali sull’immigrazione”.
L’ex eurodeputato leghista spiega: “Occorre fare una distinzione nella componente tedesca al Parlamento Ue. Il partito della Merkel, la Cdu, ha sempre incoraggiato le politiche più negative in tema di immigrazione, mentre la Csu bavarese ha radici culturali e politiche di straordinario rilievo, basti pensare a un grandissimo europeo come Franz Josef Strauß. La Csu ha sempre fatto di tutto per fermare le spinte immigrazioniste del partito della Merkel, che non a caso è cresciuta nella Germania comunista. Se fossi un bavarese, sarei onorato di essere un militante della Csu”.
E l’euro? Che fine hanno fatto le accuse pesantissime di Salvini di qualche hanno fa alla moneta unica e la richiesta di tornare alla lira? “Le nostre critiche all’euro erano più che legittime, ma oggi la situazione è molto delicata anche e soprattutto a causa del Covid. E’ basilare per il nostro Paese non creare attriti con Bruxelles che potrebbero rallentare o impedire l’arrivo degli aiuti che finalmente l’Ue ha deciso di dare all’Italia e che ci ricompensano parzialmente dei danni dell’euro”, chiosa Borghezio. “Per questi motivi oggi la posizione di Salvini è più cauta rispetto a qualche anno fa”.
L’ex eurodeputato della Lega, infine, usa parole durissime verso la dirigenza del suo stesso partito sul caso dell’Armenia. “E’ agghiacciante il silenzio tombale dei vertici della Lega sull’aggressione che sta subendo il popolo armeno. Dietro c’è l’ombra del satrapo Erdogan, amico della Merkel e dell’Ue. Sarebbe gravissimo se oggi la Lega tradisse l’impegno storico della stessa Lega che è quello di stare sempre e comunque dalla parte del popolo armeno, la cui identità cristiana è perfino più antica di quella italiana”, conclude.


